Tarquinia – Prezzi in linea con la media nazionale nonostante la riduzione dei lettini causata dalle norme anti-Coronavirus.
A Tarquinia, tra i 19 stabilimenti balneari del lido, c’è chi li ha aumentati per limitare i danni della carenza di posti ma anche chi ha preferito lasciati invariati rispetto all’estate 2019, per provare a scacciare la crisi di un momento difficile per molti.
Fare il bagno nel tratto di spiaggia a 5o chilometri da Viterbo costa un po’ di più dell’anno scorso, con la media per il weekend che si aggira sui 20 euro per il noleggio giornaliero di un ombrellone e due lettini.
Il dato è molto simile a quello calcolato dal centro studi dell’Ircaf: secondo l’istituto ricerche consumo ambiente e formazione la media nazionale, comprensiva di due lettini e un ombrellone in quarta fila per un solo giorno di sabato o domenica, è di 20,93 euro con con un aumento del +1,89% rispetto a 12 mesi fa.
Le differenze tra le varie regioni sono notevoli. Si va dai 10 euro di Praia Mare, Vieste e Grado fino ai 35 di Fregene, ai 36 di Sabaudia e ai 40 della Versilia che è una delle località più colpite dal caro spiagge.
Tornando a Tarquinia, sbirciando nel listino prezzi degli stabilimenti è possibile osservare che il range giornaliero nel weekend e festivi va dai 15 ai 25 euro. La prima fascia è invariata rispetto alla tariffa minima del 2019, alcune di quelle più alte sono state ritoccate verso l’alto.
Molto varie, anche a seconda della posizione, le tariffe stagionali che vanno dai 600 ai 900 euro per le file intermedie e in certi casi superano i mille euro per le prime file.
A sollevare la questione caro spiagge nella Tuscia la segnalazione di un turista fiorentino, che ha raccontato a Tusciaweb di aver pagato 50 euro per il noleggio giornaliero di ombrellone e due lettini in uno stabilimento di Bolsena.
A difesa dell’esercizio è intervenuto il vicesindaco del comune lacuale, Andrea Di Sorte. “L’abbiamo vissuta come un vero e proprio stupro della nostra accoglienza perché questo è un paese che fa della legalità una delle sue priorità – ha spiegato quest’ultimo -. Il comune non può influire sulle questioni dei privati che devono essere liberi di autodeterminarsi come meglio credono, fare un’offerta e pubblicizzarla. E dentro questa sintesi è tutto lecito. Diverso sarebbe stato se tu fai un prezzo, entri dentro e il prezzo è un altro. La segnalazione sul costo di 50 euro per un ombrellone mi sembra una cattiveria”.
Samuele Sansonetti
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