Blera – Civitella Cesi, dimenticati e arrabbiati. “Siamo la frazione dimenticata da Dio. Scrivilo per favore. Ed è per questo che siamo sempre arrabbiati”, sottolineano subito Silvia Francescucci e Federica Sabbini. Per poi aggiungere, “ed è per questo che siamo sempre arrabbiate. Le signore Francescucci e Sabbini si conoscono da una vita. Insieme, pochi anni fa, hanno dato vita a un comitato di quartiere. E all’epoca, a dargli una mano, fu l’attuale senatore della Lega Gian Marco Centinaio, ex ministro per le politiche agricole, quando gli uomini di Matteo Salvini andavano a braccetto con i pentastellati di Di Maio.
Blera – Civitella Cesi accoglie il senatore Gian Marco Centinaio
Centinaio ieri sera è tornato a Civitella Cesi. In vista delle prossime elezioni amministrative che a settembre coinvolgeranno anche il comune di Blera. Le prime del dopo Covid. E la piccola frazione è un buon bacino di voti. Subito dopo Civitella, Centinaio è stato successivamente a Blera e infine a Tuscania.
Centinaio nel 2016 venne a Civitella, frazione del comune di Blera con 200 abitanti a mala pena. Il paese, in quell’anno, era da poco insorto contro una settantina di immigrati, quasi tutti uomini, che il governo voleva impiantare di punto in bianco a Civitella. Una vera e propria rivolta, con moti simbolici e armata solo di parole. Finì pari e patta col governo. Il centro s’è fatto, ma la popolazione immigrata fu ridotta e ristrutturata. Con la presenza anche delle donne, cosa che inizialmente sembrava essere stata esclusa.
Blera – Civitella Cesi – Silvia Francescucci e Federica Sabbini
Tuttavia, da quel momento, tra Centinaio e Civitella Cesi è stato amore. Una passione che ancora dura. Tant’è che ieri pomeriggio alle 7 e mezza quando Gian Marco Centinaio è arrivato in piazza accompagnato dai senatori Umberto Fusco e Giorgio Bergesio, l’accoglienza è stata quella che si riserva a un capo di stato. Con tanto di magliette personalizzate Lega, abbracci, striscioni ai balconi e braccialetti verdi presi a Pontida. Mancavano solo i fuochi d’artificio.
Blera – Civitella Cesi – Gian Marco Centinaio
E Centinaio stesso, che qualcuno del Pd definì il “bello del Mignone”, era contento. Conosceva veramente tutte le signore del paese che se lo sono sbaciucchiato e selfato per tutti i versi. Perché nel 2016 a guidare la battaglia non contro gli immigrati, perché questo piccolo paese, fino a pochi anni fa comunista ortodosso, non è razzista. Qualche anno fa reagì ad una scelta che non solo venne percepita dagli abitanti come incomprensibile. Di punto in bianco il 40% della popolazione sarebbe stata straniera. Ma il paese, guidato appunto da un comitato di agguerritissime donne, si ribellò all’ennesima scelta calata dall’alto su terre che nel corso dei secoli hanno conosciuto solo sacrificio e fatica.
Blera – Civitella Cesi accoglie il senatore Gian Marco Centinaio
Nel 2016 l’opportunità venne colta dalla Lega. Da Centinaio e Fusco in particolare. E ieri, in piazza, a Civitella Cesi c’era più della metà del paese. A celebrare convintamente i senatori della Lega. Senza accennare di andarsene. Neanche di fronte a quasi due ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Hanno aspettato tutti. Allestendo il buffet con pizza, rustici e Aperol. Senza tralasciare alcun dettaglio. In religioso e militante silenzio. Con Centinaio che ha ricambiato, sincero e divertito. “Quando vado in pensione – ha esordito infatti l’ex ministro – mi trasferisco qui”.
Blera – Civitella Cesi – Umberto Fusco
Civitella Cesi conta circa 250 residenti, ma a viverci stabilmente sono 150 a mala pena. Un paese antichissimo. Etrusco. Attorno boschi, campagne e le greggi dei pastori sardi venuti qui da queste parti tanti anni fa.
Gente semplice e per bene. Contadina. Che la mattina si alza e fa avanti e indietro con Roma o con Viterbo. Qualcuno va a lavorare anche a Civitavecchia. Il vincolo di appartenenza alla terra resta comunque profondo e per strada si vedono pure qualche giovane e diversi bambini. Con gli anziani seduti su gradini e panchine lungo via di mezzo che li stanno a guardare buttando di tanto in tanto un occhio per evitare che si facciano male. Nel frattempo, discutono tra di loro di calcio, nipoti e delle rose che in questo periodo hanno iniziato a sbocciare.
Blera – Civitella Cesi accoglie il senatore Gian Marco Centinaio
In paese ci sono solo un bar e due alimentari. Blera, sede del comune, dista nove impossibili chilometri di strada. Per le curve e buche. Per la quasi totale assenza di segnaletica stradale. Fino ad arrivare a Civitella Cesi dove non prende nemmeno il cellulare e per fare una chiamata ti devi appiccicare col naso al portone del castello medievale che domina la valle e che pare pure quello, come si diceva ieri pomeriggio in paese, sia stato acquistato da una grossa società imprenditoriale “per farci i matrimoni”. Così si diceva ieri pomeriggio nella principale, unica e sola piazza del paese.
Sullo stesso muro dove devi appiccicare il naso per fare una chiamata, ci sono anche diversi graffiti con numeri di cellulare come se quel muro fosse una specie di promemoria telefonico. Un elenco. Tanto, soltanto da lì si può chiamare verso l’esterno. Residenti inclusi. “Una frazione – come hanno detto Francescucci e Sabbini – dimenticata da Dio”.
Blera – Civitella Cesi – L’unico punto dove prende il cellulare
“Il nostro è un paese abbandonato – spiegano Francescucci e Sabbini -. Nessuno ad esempio pulisce le strade. L’erba la tagliano solo ad agosto e a maggio, quando si festeggiano i santi. Non abbiamo i giardinetti per i bambini. Si potrebbe fare qualcosa di più. Le cose quando si fanno è perché le fa la polisportiva di Civitella. Che una volta c’aveva pure una squadra di pallone. Con i soldi della festa abbiamo fatto i campetti sportivi. Però, siamo la frazione dimenticata da dio, siamo sempre arrabbiati”.
Blera – Civitella Cesi
Ma ieri sera in piazza c’era Centinaio che è stato accolto come un divo. “Cosa sta succedendo lo vedete – ha detto Centinaio a chi era davanti a lui -. Un governo che promette. Conte è stato un bravo affabulatore. Dice faremo ma non fa niente. Si sta facendo il gioco dell’oca sulle spalle degli italiani. Prima si è mosso da solo, poi ha chiesto aiuto alle minoranze. Poi stati generali, adesso di nuovo una richiesta di aiuto alle minoranze”.
Davanti ai senatori, le sedute in piazza di chi li sta ad ascoltare sono disposte come quelle ai tavoli delle feste dell’Unità quando i dirigenti del Pci venivano a parlare. E non vola una mosca.
Blera – Civitella Cesi – Giovanni Congedi
Con Centinaio ci sono inoltre ragazzi e ragazze della Lega giovani con il responsabile del gruppo, e al tempo stesso degli enti locali Lega giovani Lazio, Giovanni Congedi. “Veniamo da Barbarano Romano, Fabrica di Roma, Bassano Romano, Viterbo e Civita Castellana”. C’è anche una ragazza di Civitella, Ilaria Bertocci, con la maglietta verde comprata a Pontida.
Blera – Civitella Cesi
C’è infine la responsabile del gruppo delle politiche femminili e per la famiglia della Lega, Rosa Maria Purchiaroni. “Organizziamo iniziative socio culturali – spiega Purchiaroni -. Il nostro è un lavoro che interviene sul sociale. Lasciando agli altri la politica” .
Blera – Civitella Cesi – Rosa Maria Purchiaroni
“Tra qualche mese in questo territorio andremo alle elezioni – ha aperto il comizio il senatore Fusco -. Ci sono due situazioni. O andiamo da soli oppure parleremo con le liste che ci saranno in zona. Sceglieremo i migliori”.
“Essere costruttivi per l’Italia – ha concluso infine Centinaio – significa mandare a casa questa gente, il governo Conte. Se non hai più dignità, non solo non puoi più guidare un paese, ma non puoi più nemmeno guardarti allo specchio per farti la barba”.
Alla fine la foto di gruppo. Prima però le donne regalano a Centinaio e agli altri senatori tre magliette verdi con il nome del paese e qualche prodotto locale. Poi, tutti davanti alla porta del Castello per lo scatto finale. Con tanto di fotografo sul trespolo. Come una volta.
Daniele Camilli
Fotogallery: Centinaio a Civitella Cesi
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