Viterbo – Che governo previdente abbiamo! E pure scaramantico. Accadesse infatti che un giorno riprendano i contagi in forza, che i letti in terapia intensiva non bastino, che le mascherine si scoprano taroccate, noi – autoadditatici appestati in via preventiva – noi, quasi unici al mondo disporremmo di un governo il quale senza controlli del parlamento, cioè noi elettori, del presidente della repubblica, cioè della nazione unita che saremmo sempre noi, potrà decidere come, quando, dove, con chi e per chi intervenire a prescindere dalle leggi cui i cittadini, ancora noi, devono ubbidire.
Come se si dichiarasse lo stato d’assedio in tempo di pace perché una guerra non si può mai escludere. E’ l’emergenza che chi comanda si proroga anche se il covid non è più quello di cinque mesi fa, noi, la maggior parte di noi, sappiamo ormai come guardarcene e, fosse necessario, basterebbero dieci minuti del consiglio dei ministri per proclamarla.
Invece, eccoci qua, con un presidente del consiglio per caso pronto a firmare dpcm per tenerci in casa, farci salutare con i gomiti, mascherare finchè qualcuno non penserà che si tratta di travestimento da rapina , recintarci ma non dove serve come ad esempio sui mezzi pubblici, lasciare fuori ufficio la maggior parte degli statali, tanto ormai sono meno dei pensionati, aumentare esponenzialmente i nervosismi domestici, dato che a conti fatti e aggiungendo agli smart working quelli in reddito di cittadinanza, sei milioni di disoccupati, i nuovi cassintegrati, i licenziandi da subito dopo agosto, saranno molti di più i sedentari incontrollati che gli attivi in movimento.
Con la conseguenza che prima o poi qualcuno – e già, nonostante il caldo, si fanno le prove qua e là – dica, anzi urli, anzi sbraiti, che non ne può più, si trovi con altri come lui e insieme agguantino il diritto allo sfogo, alla protesta, al rifiuto dello stato, del governo, della regione, del sindaco, del sindacato e pure dei preti. Almeno di quelli che non capeggeranno le rivolte.
Allora sì che sarà emergenza, quella economica e il governo potrebbe pure decidere il rinvio delle elezioni di settembre perché non ci si può assembrare alle urne e, poi, la richiusura delle scuole perché lì dove si vota bisognerà evitare residui di virus e soprattutto non ci saranno gli avvenieristici banchi anticontagio promessi dalla ministrina.
Perfino la partecipazione ai funerali di quelli che comunque e indipendentemente dal covid se ne andranno, ai matrimoni di chi ancora li farebbe e a quanto di normale sarà rimasto in piedi.
Tutto questo ambarabam per che cosa? Per quello che si fa da sempre, dai tempi degli assiri e babilonesi, dei greci e romani, troiani e cartaginesi, dei frati del medioevo e dei gaudenti da decamerone, di Renzo e Lucia monatti compresi, degli illuminati e degli oscurantisti, di quelli della spagnola e degli altri dell’asiatica.
Cioè, quarantena, non starnutirsi addosso, lavarsi spesso, preparare letti in più e aspettare che passi. Insomma, buon senso ordinario. Quello che ci libererà da ogni emergenza, anche politica.
Renzo Trappolini
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