Cagliari – Sono arrivati dal Colorado con un jet privato, ma sono stati bloccati in aeroporto e fatti ripartire.
Niente mare della Sardegna, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus, per la comitiva americana che ieri è atterrata all’aeroporto cagliaritano Elmas. L’Europa ha infatti riaperto le frontiere esterne a quindici paesi extraeuropei, ma tra questi non risultano gli Stati Uniti.
Ai controlli doganali si sono presentati in dieci, cinque dei quali cittadini americani, che sono stati bloccati. Gli altri membri del gruppo, con passaporto neozelandese, inglese e una ragazza di Oristano, sarebbero potuti rimanere sull’isola sottoponendosi però a due settimane di quarantena. Per solidarietà verso gli amici americani, hanno deciso di partire anche loro. Intorno alle 23 l’intero gruppo è salito nuovamente sul jet per lasciare la Sardegna, direzione Birmingham.
L’episodio ha scatenato grandi polemiche. “La regione Sardegna non ha alcuna responsabilità per quanto accaduto – ha commentato il presidente della regione Christian Solinas -. Da subito, con la collaborazione della società di gestione dell’aeroporto ci siamo messi al lavoro avviando pressanti interlocuzioni con il governo, il ministero e il prefetto per trovare una soluzione che consentisse ai passeggeri americani di rimanere in Sardegna, anche sottoponendosi alla quarantena. La singolare interpretazione restrittiva delle norme da parte del governo ha inflitto un grave danno alla credibilità turistica internazionale della nostra isola”.
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