Viterbo – (g.f.) – “Incontro turisti e mi chiedono: perché Villa Lante è chiusa?”. Ma Arduino Troili, ex consigliere comunale è la persona sbagliata cui domandarlo. Il quesito se lo pone anche lui e non da oggi.
Da sempre innamorato di Bagnaia, si batte per valorizzare le sue bellezze.
Ultimamente ha abbassato un po’ le aspettative. Si accontenterebbe almeno che Villa Lante riaprisse come si deve. Pare, invece, che sia diventato complicato pure questo.
Complice il Coronavirus, con la progressiva riapertura di musei e luoghi di cultura, la villa e relativo giardino hanno riaperto. Ma solo nei fine settimana.
“Soltanto il sabato e la domenica – fa notare Troili – dal lunedì al venerdì e tutto serrato”. Così, capita che arrivino turisti e che delusi se ne vadano così come sono arrivati. Chissà se mai torneranno.
“Stamani stavo lì – racconta Troili – mi chiedevano come mai fosse chiusa. Solo il sabato e domenica aperti”. Un po’ poco. Anche perché, pure quando è possibile accedere, la visita è molto limitata.
“Si può vedere gran poco, il Conservone, i boschi sono off limits. E dire che potremmo diventare un’altra Civita di Bagnoregio se fossimo in grado di valorizzare quello che abbiamo. Ma a quanto pare, pare che interessi davvero poco”.
Ragioni di sicurezza legate alle norme anti Covid 19 ormai dovrebbero essere superate. Quanto ci vuole a organizzarsi?
Ma a parte Troili e pochi altri, pochi sembrano interessati. In comune si sono “accontentati” dell’annuncio che il ministero avrebbe riaperto Villa Lante. Se ne sono rallegrati e poi il vuoto.
Che importa come e quanto? Quando si dice attenzione per il territorio…
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