Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Economia - I Consulenti del lavoro Viterbo: "Il rimpallo delle responsabilità da parte della pubblica amministrazione gioca sulla pelle dei professionisti"

“La regione Lazio lascia senza cassa integrazione i lavoratori artigiani”

Condividi la notizia:

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La regione Lazio rinnega il proprio operato lasciando i lavoratori del settore artigiano senza cassa integrazione con la complicità dell’Inps.

La vicenda nasce da due ricorsi ex articolo 700 codice procedura civile, patrocinati dagli avvocati Franco Laugeni e Matteo Moscioni in collaborazione con lo studio associato di consulenza del lavoro D’Angelo-Corinti di Viterbo, proposti avanti al tribunale lavoro di Viterbo su istanza di due aziende artigiane locali, le quali hanno convenuto in giudizio l’Inps a seguito dell’ingiustificato rifiuto da parte dell’istituto di erogare la cassa integrazione in deroga Covid-19 a favore dei propri dipendenti. Ciò nonostante fosse stata legittimamente autorizzata dalla regione Lazio ai sensi dell’articolo 22, comma 4 del Dl 17 marzo 2020 numero 18, dell’articolo 5 dell’accordo quadro tra la regione Lazio e le parti sociali regionali.

Il tribunale di Viterbo, nella persona del giudice Parolari, in accoglimento dei ricorsi, con ordinanze dell’1 luglio 2020 hanno dichiarato l’Inps tenuta al pagamento della Cig in deroga per emergenza epidemiologica Covid 19 in favore dei dipendenti delle due aziende artigiane, così come autorizzate dalla regione Lazio. A tali pronunce è seguita in data 6 luglio analoga ordinanza resa dal giudice del lavoro del tribunale di Latina Angela Orecchio.

Con incredibile tempestività, la regione Lazio, in concomitanza con la decisione del giudice del lavoro di Viterbo, inopinatamente, con propria determinazione numero G07675 dell’1 luglio 2020, al solo fine di giustificare la posizione di rifiuto assunta dall’Inps, ha revocato oltre 3mila decreti di
autorizzazione al pagamento della cassa integrazione in deroga a favore di altrettante aziende artigiane, così negando, di fatto, il sostegno al reddito ad oltre 12mila famiglie.

La questione oltre a manifestare l’illegittimità delle suddette revoche, che rinnegano l’accordo quadro regionale stipulato in data 24 marzo 2020 tra la regione Lazio e le parti sociali regionali, disattendendo e ponendo nel nulla i tre provvedimenti di condanna emessi dai tribunali di Viterbo e Latina, vìola palesemente l’articolo 97 della Costituzione che obbliga ad assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione in favore di tutti i cittadini.

Imparzialità e buona fede puntualmente traditi dal suddetto atteggiamento palesemente di parte, insensibile alle necessità del tessuto economico-produttivo del nostro Paese costituito in prevalenza da piccole e piccolissime aziende.

Il rimpallo delle responsabilità da parte dei burocrati della pubblica amministrazione gioca sulla pelle dei lavoratori e delle proprie famiglie, incuranti delle inevitabili conseguenze economicosociali. Basterebbe rimuovere i soliti balzelli burocratici ai quali oramai siamo abituati ad assistere per dare ossigeno ai lavoratori ed alle imprese, molte delle quali sicuramente saranno costrette a chiudere con inevitabile perdita di ulteriori posti di lavoro.

Consulenti del lavoro Viterbo


Condividi la notizia:
9 luglio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/