Viterbo – “L’affidamento della piscina comunale è cominciato male e sta proseguendo peggio”. Sintesi a cura di Lina Delle Monache (Obiettivo comune), su una vicenda dove le toppe si stanno sprecando. E le toppe spesso sono peggio del buco.
In prima e quarta commissione si è consumato il bis della modifica al regolamento per la gestione degli impianti sportivi.
Andava modificato per consentire di aprire un centro federale all’impianto natatorio. Approvato la scorsa settimane, peccato che ai lavori abbia partecipato Elisa Cepparotti (Lega) e non sia stata invitata Donatella Salvatori (FdI).
La prima non faceva parte delle commissioni, la seconda sì. Errore nella convocazione e seduta di fatto nulla. Ripetuta.
Come si sono ripetuti interventi e posizioni. Con la netta contrarietà in maggioranza al provvedimento che porterà ad affidare l’impianto alla Federazione Italiana nuoto, da parte di Sergio Insogna (Fondazione). Ha di nuovo votato no insieme all’opposizione e il provvedimento è passato a maggioranza.
“Il regolamento degli impianti sportivi – spiega Insogna – era stato concepito per evitare che centri federali e federazioni potessero entrare, era stato pensato per tutelare associazioni dilettantistiche e giovanili”.
La piscina differiva dal resto, essendo riconosciuto un valore economico. Andava messa a bando. Con la modifica, invece, non solo l’impianto natatorio, ma tutti quelli presenti a Viterbo potranno diventare centri federali.
Ogni specialità sportiva, se ne fa richiesta potrà chiedere d’aprire il suo centro. “A discapito di chi lavora da decenni – continua Insogna – una modifica che mette a rischio tutte le strutture”.
C’è dell’altro. Con l’affidamento alla Fin si genera un doppione a Viterbo, secondo Insogna: “Esiste già un centro Fin in città, alla piscina Smam. Non c’è necessità di fare un duplicato. Non può funzionare così, concentrazioni e monopoli sono sempre uno sbaglio”.
Ma agli sbagli sulla piscina la maggioranza è abbonata. Prima le modifiche al regolamento portate insieme alla delibera, poi i due documenti scorporati.
Quindi le modifiche al regolamento degli impianti che però non modificavano nulla nella sostanza. Se ne sono accorti in consiglio comunale. Conseguenza: delibera ritirata sull’affidamento e ritorno in commissione per cambiare ancora il regolamento.
Fatto, ma stavolta lo sbaglio è stato nella convocazione dei consiglieri.
Oggi il bis. Con tutti i dubbi. Sul perché si sia decisa la procedura d’urgenza o se, come fatto notare da Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020), si possa modificare un regolamento sapendo già chi ne beneficerà.
Adesso si ritorna in consiglio. Salvo errori.
Giuseppe Ferlicca
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