Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In Italia ci sono migliaia di imprese ancora in difficoltà.
Apprendiamo che nel prossimo decreto di agosto ci saranno misure per il prolungamento per la cassa integrazione e nuovi sostegni alle attività, ma non basta: è necessario inserire anche una misura che proroghi la sospensione dei mutui e della trasmissione protesti introdotta dal Cura Italia, e in scadenza a fine agosto.
Come ormai ripetiamo da mesi, la crisi delle imprese non è terminata con la fine del lockdown. Per molte la situazione si è anzi aggravata con il riavvio dell’attività, che ha visto ripartire i costi ma non i fatturati, complice un’estate gelida dal punto di vista dei consumi e del turismo.
Nel commercio, nei servizi turistici, nella ricettività e nella somministrazione un’impresa su tre teme di chiudere. Per molti, rimanere aperti è un vero e proprio esercizio di equilibrismo.
Durante il lockdown, giustamente, erano state previste la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei leasing, la non revocabilità delle linee di credito a breve termine e che i pubblici ufficiali non trasmettessero, fino al 31 agosto 2020, protesti o constatazioni equivalenti alle camere di commercio, provvedendo d’ufficio alla cancellazione degli stessi ove già pubblicati.
È necessario che queste misure siano prorogate almeno fino al marzo del prossimo anno: sono fondamentali per la tenuta del tessuto imprenditoriale e in particolare delle piccole e medie imprese, travolte dall’onda lunga dell’emergenza Covid.
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