Peshawar – Era accusato di blasfemia e durante un’audizione in tribunale è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. A darne la notizia è Al-Jazeera.
Tahir Ahmad Naseem era in prigione dal 2018 per aver violato una delle più rigide leggi pakistane, quella sulla blasfemia. L’uomo avrebbe dichiarato di essere un profeta e per questo sarebbe stato arrestato. Secondo alcuni media internazionali, Tahir faceva parte della comunità Ahmadi, un movimento religioso illegale in Pakistan perché considerato “non musulmano”.
Oggi l’uomo si sarebbe presentato in un aula del tribunale di Peshawar per un’audizione. Poi, improvvisamente, dal pubblico sono stati esplosi dei colpi di pistola che hanno raggiunto Tahir Ahmad Naseem, uccidendolo.
Secondo Al-Jazeera, che cita un funzionario della polizia, il colpevole sarebbe stato arrestato sul luogo del delitto e avrebbe ammesso di aver ucciso l’imputato perché aveva violato la legge sulla blasfemia.
La questione della legge sulla blasfemia è una delle più insidiose in Pakistan. Anche se per il reato potrebbe essere applicata la pena di morte, ad oggi in Pakistan nessuno è mai stato giustiziato per questo. In compenso si sono però registrati molti casi di violenza e omicidi extragiudiziali verso individui accusati di blasfemia o avocati che li hanno difesi. In molti casi i giudici hanno paura di assolvere gli imputati accusati di blasfemia, temendo ritorsioni verso sé stessi o la propria famiglia.
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