Milano – A 500 anni dalla morte Raffaello, alcuni studiosi dell’università di Milano-Bicocca hanno ricostruito le probabili cause della morte del pittore. I risultati sono stati resi pubblici sulla rivista Internal and emergency medicine.
Gli studiosi hanno analizzato le testimonianze dirette e indirette di persone contemporanee a Raffaello, che hanno descritto la sintomatologia e le modalità della morte. Tra le fonti principali, ci sono “Le vite” di Vasari e le testimonianze dell’ambasciatore estense a Roma Alfonso Paolucci.
Sarebbero da escludere come cause della morte la malaria, il tifo e la sifilide. Probabilmente il pittore era stato colpito da una polmonite, con conseguenze febbre, ma gli sarebbe stata letale la somministrazione di un salasso.
“Il decorso della malattia unito ad altri sintomi indurrebbe a pensare a una forma di polmonite – ha spiegato Augusto Riva, ricercatore di storia della medicina all’univesità di Milano Bicocca -. Non possiamo affermarlo con sicurezza né possiamo ipotizzare se sia stata di origine batterica o virale come l’attuale Covid-19, ma tra le varie cause è quella che più corrisponde a quanto ci viene raccontato: un decorso acuto ma non immediato, la mancanza di perdita di coscienza, assenza di sintomi gastroenterici e febbre continua”.
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