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Roma - Salvini, Meloni e Berlusconi scrivono a Conte: "Il confronto deve essere trasparente, nelle aule parlamentari, senza alcun tipo di mercanteggiamento"

“Scostamento di bilancio, non voteremo al buio”

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Quirinale - Consultazioni - Meloni, Salvini e Berlusconi

Quirinale – Consultazioni – Meloni, Salvini e Berlusconi

Roma – “Scostamento di bilancio, non voteremo al buio”.

”Oggi il governo ci chiede ancora una volta di consentire, in parlamento, un nuovo scostamento di bilancio. Una misura grave, di fronte alla quale ancora una volta siamo pronti a fare la nostra parte, ma questa volta, signor presidente del consiglio, non lo faremo al buio”. A parlare è il centrodestra. I leader Berlusconi (Fi), Salvini (Lega) e Meloni (FdI) scrivono a Conte una lettera, pubblicata su Il Sole 24 ore.

“Non consentiremo che le risorse degli italiani, – continua la lettera – il denaro dei nostri figli, venga sperperato in operazioni assistenziali o addirittura clientelari mentre il paese soffre”. 

”Lei, presidente Conte, finora non si è espresso su come l’esecutivo intenda impiegare queste nuove ingenti risorse – si legge –. Ci aspettiamo che il governo lo faccia in aula e sulla base di questo l’opposizione unita deciderà come comportarsi. Lo decideremo in base alla disponibilità ad accogliere alcune proposte che consideriamo imprescindibili, per restituire una speranza alle categorie economiche in difficoltà”.

Sono giorni particolarmente roventi in parlamento, quelli di fine luglio e inizio agosto. E non tanto per le temperature estive, quanto per gli appuntamenti in programma per deputati e senatori. Non si discute solo sulla proroga dello stato di emergenza, ma anche sullo scostamento di bilancio e sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per la vicenda ‘Open arms’.

E sullo scostamento di bilancio il centrodestra è compatto. “Riteniamo necessario che in ambito fiscale si intervenga con almeno due linee di azione – si legge nella lettera – a. L’esenzione, per gli esercenti attività di impresa, arte o professione soggetti agli indici sintetici di affidabilità, dal versamento del secondo acconto Irpef/Ires per l’anno 2020; b. La riduzione del 30 per cento dei coefficienti di calcolo Imu, l’esenzione della predetta imposta per i comuni con una popolazione inferiore ai 3mila abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi sfitti rientranti nella categoria C.”

Salvini, Meloni e Berlusconi prendono ”atto con profondo disappunto del fatto che le proposte di ‘anno bianco fiscale’ avanzate in varie forme dal centrodestra sono state tutte respinte, anche se alla luce degli scostamenti approvati sarebbero tutte state fattibili”.

“Riconosciuta l’esigenza di prorogare la cassa integrazione ordinaria e in deroga – continua la lettera – le cui scadenze vanno allineate con quelle del blocco dei licenziamenti, consideriamo indispensabile che a tutela del lavoro si intervenga anche con misure che premino gli imprenditori che mantengono i livelli occupazionali: a. Riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende colpite dalla crisi che non riducono il numero di occupati. b. Sospensione del decreto Dignità e reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, almeno per tutto l’anno 2020”.

E, ancora, chiedono i leader politici, ”immediata attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che chiede l’adeguamento delle pensioni di invalidità”.

“Signor presidente del Consiglio – conclude infine la lettera – il centro-destra è un’opposizione seria e coerente, che pone sempre al centro del proprio agire politico l’interesse dell’Italia e degli italiani. Lo facciamo anche oggi, avanzando proposte concrete, fattibili, di efficacia immediata. Il confronto deve essere trasparente, nelle aule parlamentari, senza alcun tipo di mercanteggiamento. Sarà in quella sede che ascolteremo le risposte del Governo. Se saranno positive e convincenti, lo scostamento di bilancio avrà il nostro voto, al di là di ogni valutazione politica sul governo, che naturalmente rimane immutata. Se invece dalla risposta che verrà data alle camere ci renderemo conto che il voto che ci viene chiesto è destinato ad avere effetti costosi e improduttivi, funzionali soltanto alla ricerca del consenso per i partiti della maggioranza, in questo caso sarà proprio l’interesse nazionale ad impedirci di votare lo scostamento. Se così fosse, la responsabilità delle decisioni sarà del governo e della maggioranza. Ci auguriamo di non dover arrivare a questo, per il bene dell’Italia”.


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29 luglio, 2020

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