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Il giornale di mezzanotte - Anche tu redattore - Bassano Romano - La segnalazione di Anna Maria Borrello

“Strade infestate da erbacce e greggi di capre in pieno centro”

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Bassano Romano - Parcheggio selvaggio

Bassano Romano – Parcheggio selvaggio

Bassano Romano - Degrado in una strada comunale

Bassano Romano – Degrado in una strada comunale

Bassano Romano - Degrado in una strada comunale

Bassano Romano – Degrado in una strada comunale

Bassano Romano - Degrado in una strada comunale

Bassano Romano – Degrado in una strada comunale

Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Vivo nel paese dei Lotofagi, una razza di uomini mitologici che prende il nome dall’alimento di cui si nutre: i fiori di loto.

Tali fiori hanno due caratteristiche, la prima è, per così dire, la più gradevole in quanto rende l’alito di chi li mangia talmente profumato che il loro capo ha deciso di raccoglierlo in sacchetti di stoffa e venderlo ai turisti per profumare i cassetti.

La seconda è, invece, piuttosto seccante. I fiori di loto, infatti, fanno perdere la memoria e così i sacchetti profumati vengono dimenticati dagli incauti turisti che assaggiano la pietanza tipica del luogo e si accumulano senza sosta in questa terra altrimenti deliziosa.

In pochi siamo i fortunati/sfortunati intolleranti al loto. Fortunati perché conserviamo la memoria a breve e lungo termine e sensoriale cioè uditiva e, soprattutto, visiva, quindi vediamo che nelle strade non esiste la segnaletica orizzontale per cui ognuno occupa il suolo pubblico con ciò di cui dispone allo scopo di garantirsi successivamente un parcheggio; che gli scarsi e miseri marciapiede sono trasformati in terreno privato dalla presenza di rigogliose coltivazioni di rose; che il suolo stradale è occupato da sedili in muratura che garantiscono comode pertinenze esterne utilizzate come salotto – il che riduce ancora di più il già esiguo numero di parcheggi disponibili -; che le strade pubbliche sono infestate da erbacce sovradimensionate (e sacchetti per profumare l’alito) che in alcuni casi impediscono l’accesso a private abitazioni e sono l’habitat preferito di roditori e striscianti; che i proprietari di seconde case non puliscono i terreni annessi alle medesime consentendo all’edera di invadere le dimore adiacenti; che in pieno centro storico vengono tenute greggi di capre e non vado avanti per misericordia nei confronti di chi legge.

Siamo fortunati, dicevo, ma al contempo siamo sfortunati perché vediamo, segnaliamo e subito dopo averlo fatto siamo costretti a prendere atto che qualsiasi richiesta, purtroppo, cade nell’oblio alimentare.

Novelli Tantalo vediamo l’albero della soluzione a portata delle nostre mani ma non riusciamo a raggiungerlo e novelli Sisifo continuiamo a inviare lettere che, giunte in cima, così come il masso mitologico, precipitano giù costringendoci a ripetere all’infinito la sequenza segnalazione/oblio.

E allora, vogliamo fare un ultimo tentativo rendendo pubblico il problema nella speranza che qualcuno in alto venga ad aiutarci sterminando col glifosato sia le piantagioni di loto che quelle di edera, sambuco ed erbacee perenni cosicché i regnanti tornino ad acquistare la memoria e risolvano i problemi di cui sopra.

Da Bassano Romano, Terra di Lotofagi, è tutto. A voi studio centrale.

Anna Maria Borrello


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10 luglio, 2020

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