Gerusalemme – Oltre un migliaio di manifestanti sono scesi in piazza ieri sera in molte città israeliane per mostrare la propria solidarietà contro le vittime di violenza sessuale e per criticare la politica nazionale in merito agli stupri.
Lo scorso 14 agosto a Eilat, una località di vacanza sul Mar Rosso una giovane ragazza di 16 anni ha denunciato di aver subito violenza sessuale da parte di 30 uomini. Le indagini sono ancora in corso e non sono state rivelate informazioni dettagliate sulla ricostruzione delle vicende. Sembrerebbe che la ragazza sia stata violentata dal gruppo quandosi è recata all’interno di un bagno dell’albergo in cui si trovava. È stato arrestato per ora un uomo di 27 anni che avrebbe accennato alla presenza di alcuni video della violenza.
In piazza molte persone sono scese in piazza mostrando la propria vicinanza a tutte le vittime di stupro. “Siamo con te, non sei sola” o “Governo sveglia! Vogliamo fatti non parole” hanno gridato alcuni manifestanti.
“L’85% delle denunce presentate alla polizia viene chiuso dalla procura e solo il 3% si risolve in una condanna – è intervenuta Revital, attivista per i diritti delle vittime di abusi sessuali -. Poi ci si chiede perché le donne non denuncino. Non c’è fiducia nel sistema! È fondamentale aumentare i fondi per questa battaglia, garantire che in ogni ospedale ci sia almeno un’unità competente per gestire le vittime di violenze sessuali, investire nella loro riabilitazione, sociale e psicologica”.
Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso la propria vicinanza per la vittima e ha commentato il gesto come un “crimine contro l’umanità”.
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