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Viterbo - Sanzionata anche una decina di clienti, quasi tutti ventenni - Il messaggio del colonnello Andrea Antonazzo ai giovani: "Non sentitevi al sicuro, purtroppo non lo siamo"

Coronavirus, tre bar multati e fatti chiudere per cinque giorni

di Stefania Moretti
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Viterbo - Il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo

Viterbo – Il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo

Viterbo – Weekend di Ferragosto relativamente tranquillo. Di giorno buona affluenza di turisti e pochi problemi. Di notte una movida difficile da tenere a freno.

Sono tre i locali sanzionati dai carabinieri questo fine settimana per mancato rispetto delle normative antiCovid. Tutti bar di Viterbo centro, dentro e fuori le mura, più una decina di clienti, quasi tutti ventenni. 

“È una responsabilità dei proprietari dei locali quella di imporre il rispetto delle normative antiCovid – spiega il colonnello Andrea Antonazzo, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo -. Responsabilità che si somma alle precauzioni per agevolare il distanziamento, per esempio tra i tavoli. Il fenomeno della movida ci preoccupa”. 

Come avete organizzato i controlli per questo weekend che, essendo quello di Ferragosto, si annunciava impegnativo? 
“Ci siamo focalizzati molto sulla costa, in particolare su Montalto di Castro, sia il 14 sia il 15 notte, ma è stata soprattutto la vigilia di Ferragosto quella più movimentata. Col fatto che molti locali sono chiusi a causa dell’emergenza, tantissimi giovani si riversano sul litorale. Montalto, ancor più di Tarquinia, è esposta all’arrivo di tanti ragazzi e adolescenti, anche da fuori regione. La notte tra venerdì e sabato abbiamo identificato e sottoposto a controllo qualcosa come 250 persone, la maggior parte adolescenti o giovanissimi. Abbiamo anche denunciato a piede libero un ventunenne per spaccio di hashish a due minorenni umbri, nella pineta di Montalto. Nessuna multa, però”. 

Diversamente da Viterbo. 
“Sì. A Viterbo, per questo fine settimana, il bilancio è di tre bar sanzionati e chiusi per cinque giorni, più una decina di clienti multati anche loro, quasi tutti poco più che ventenni. Lo scorso weekend abbiamo sanzionato anche un locale viterbese dove si balla e un paio di esercizi pubblici vicino ai laghi di Vico e Bolsena che fanno musica dal vivo. Sono rimasti chiusi per cinque giorni e poi hanno riaperto. Nessun problema, invece, questo weekend sul litorale lacustre e, in generale, sul resto della provincia”.

Cosa rischia chi non rispetta le normative antiCovid?
“I clienti una sanzione amministrativa da 400 euro. I titolari dei locali idem, più la chiusura per cinque giorni, che può diventare di trenta su decisione del prefetto”.

Mettendosi nei vostri panni: come si riesce a controllare un fiume di giovani che, la sera, nel weekend, escono di casa e vogliono divertirsi? 
“È questo il problema. Vedi questi gruppi di ragazzi per strada, che camminano vicinissimi. Parliamo di migliaia di persone. Dovremmo fermare chiunque ma è materialmente impossibile. Cerchiamo di puntare sulla prevenzione. Ci concentriamo soprattutto su vie e locali particolarmente frequentati. Ci avvaliamo delle pattuglie, di personale in borghese, ma anche dei Nas, dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro e dei cani, in modo da controllare anche le norme igienico-sanitarie e quelle sulla tutela e sicurezza dei lavoratori”.

Quindi, ricapitolando: tre soli locali multati e chiusi temporaneamente, più una decina di clienti sanzionati, in un intero weekend, su tutta la provincia. È un buon bilancio per voi? 
“A guardare i numeri sì. Ma la movida ci preoccupa comunque perché avvertiamo che, da parte dei giovani, c’è una percezione del rischio molto attenuata. Il Coronavirus è sentito come distante, quando distante non è: è tra noi. Anche nel Viterbese abbiamo avuto dei morti. Comportarci come se il virus non esistesse danneggia tutti. Il messaggio ai ragazzi è: non sentitevi al sicuro, purtroppo nessuno di noi lo è. Pensateci bene prima di andare in giro ammassati, in questi grandi gruppi. Rischia di rimetterci chi è più fragile: gli anziani, i nonni”. 

Stefania Moretti


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17 agosto, 2020

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