Ouidah – Se in giro per il mondo si combatte per abbattere i simboli del colonialismo bianco, sotto la spinta del movimento “Black lives matter”, il Benin va contro tendenza.
A Ouidah, antca roccaforte del colonialismo, punto nevralgico per il commercio degli schiavi neri, si sta lavorando intensamente per restaurare la vecchia città e trasformarla in un polo museale. Tra il 1600 e il 1800 fu questo il crocevia di milioni di uomini, donne e bambini neri che furono venduti come schiavi.
Nella città è prevista la costruzione di un ampio museo della memoria e la riproduzione di una nave utilizzata dai colonialisti in scala reale.
“Questa città è stata la più segnata dalla schiavitù – dice Eric Accrombessi, guida turistica di Ouidah -. Ecco perché al di là dei movimenti per la rivendicazione dei diritti dei neri, vogliamo che questi luoghi vengano restaurati perché la storia non muoia”.
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