Blera – Riceviamo e pubblichiamo – “Causa chiusura scuole per Covid-19 ed in particolare per la scarsa adesione da parte degli studenti, viene annullato, con delibera di esecutivo Avis provinciale di Viterbo il bando relativo alla consegna di 50 borse di studio dal valore di 300 euro per l’anno scolastico 2019/2020. Con le stesse modalità verrà riproposto per l’anno scolastico 2020/2021”. Con questo scarno comunicato si avvisano gli studenti che hanno partecipato al bando di cui sopra che l’Avis provinciale ha, in sostanza, cambiato idea.
Dopo aver lanciato questa grande operazione da 15mila euro, che prevedeva diverse tappe fino ad una mega festa ad ottobre con la consegna delle borse di studio, si comunica che, in effetti… hanno scherzato.
Ma davvero state scherzando o dite sul serio? Ma veramente pensate di prendere in giro le persone in questo modo? Per partecipare al concorso i ragazzi hanno impiegato il loro tempo e magari aumentato l’impegno per strappare qualche voto in più, al fine di aggiudicarsi una cifra che per molti di loro era considerata importante.
Davvero risibili sono poi le motivazioni. Si comincia con un “causa chiusura scuole per Covid-19”. Facciamo presente che il bando è uscito in piena emergenza Covid, quindi non è cambiato assolutamente nulla da questo punto di vista. Tant’è vero che si aggiunge subito dopo “ed in particolare per la scarsa adesione da parte degli studenti” palesando che il primo punto è stato messo solo per aumentare il polverone.
Allora veniamo alla scarsa adesione. Nel bando non è citato da nessuna parte un numero minimo di partecipanti per rendere valido il concorso. Quindi non può e non deve essere motivo di annullamento la non precisata “scarsa adesione”. Tra l’altro la domanda in realtà non è ancora scaduta perché il termine fissato dal bando è il 31 agosto. Per cui anche questa motivazione è senza fondamento.
Chi ha aderito, e ha i requisiti richiesti, ha diritto, punto e basta. Vorrà dire che sarà risparmiata parte della cifra preventivata. Ma chi ha partecipato, ed ha raggiunto i requisiti necessari, a maggior ragione non può essere danneggiato da chi non ha voluto partecipare.
Il finale è ancora più beffardo. “Con le stesse modalità verrà riproposto per l’anno scolastico 2020/2021”. Se la cosa non fosse grave, verrebbe da riderci sopra, pensando che con queste modalità vi farete belli ancora una volta senza elargire nulla. Ma, purtroppo, la realtà non è così divertente.
E’ del tutto evidente anche a un bambino delle elementari, che chi si è maturato quest’anno (e sono coloro che potevano partecipare in quanto dovevano avere fatto donazioni, quindi maggiorenni), il prossimo farà l’università e, inevitabilmente, sarà fuori dal bando. Quindi oltre il danno troviamo anche la beffa.
Un’organizzazione seria come l’Avis non merita di essere messa alla berlina da persone che operano in questo modo, perché così si lede l’immagine dell’Avis tutta. Inoltre non si può annullare un concorso adducendo motivazioni non previste come motivo di annullamento dal bando stesso.
Aristeo Mucciante
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