Viterbo – Infastidisce la politica corsara, quella che – dice il costituzionalista Cassese – rincorre il sondaggio del momento, ma non lo fa meno chi sui giornali titola “Non vi chiuderò in casa”, una frase che il ministro della salute Speranza non ha detto così né lui disporrebbe di un tale potere. Non siamo infatti sudditi e Speranza ha solo riconosciuto che la pandemia di oggi non è quella della primavera e che l’Italia può e deve andare avanti. Quindi, la conferma di scuole e urne aperte.
I medici testimoniano infatti che i posti in ospedale sono liberi e dicono a tutti: il virus resta, le precauzioni pure, ma non siamo più alla catastrofe. Perché non dovrebbero dirlo a tutti, dato che tutti, ognuno, se la malattia arriva, corrono subito da loro, dai medici che stanno sul pezzo in corsia, che scelgono e somministrano medicinali, che curano?
Chi indica la luna non può essere accusato di accontentarsi della sua luce che illuminando mostra, certo non come il sole, la realtà di un parziale andamento vittorioso contro il virus. Lo verifica nei fatti e ha il dovere di informare. Tutti, anche i giovani, i quali sono pienamente capaci di capire il dove, il come e il quando alla pari degli altri se, già a sedici anni ad esempio, gli è consentito guidare motorini e macchinette da città con i rischi ben noti.
Spetta invece ai governanti, con l’assistenza dei loro consulenti, smentirli o assumere le decisioni di conseguenza, come quella di Speranza, comunicandole tempestivamente, con chiarezza e pretendendone il rispetto. Sono infatti loro ad averne l’autorità e, augurabilmente, la credibilità.
I medici informano in scienza, coscienza ed esperienza quanto loro risulta e non gli compete aprire o chiudere discoteche, così come virologi ed epidemiologi studiano vetrini e numeri per individuare i caratteri del maleficio e tracciare scenari, riferendo sui primi alla medicina clinica, sui secondi ai governanti.
Non ci sono medici e scienziati buoni o cattivi. Purtroppo ci sono politici, talora sotto la soglia dell’analfabetismo istituzionale, che se ne fanno scudo per propri sbagli ed omissioni, lasciando che dati di scienza vengano male interpretati, anzi strumentalizzati. Pure dai giovani i quali non saranno maturi come i nonni ma l’intelligenza ed il buon senso per agire da cittadini ce l’hanno e non possono essere giustificati quando si ribellano alle forze dell’ordine che ne richiedono distanziamento e mascherine.
Non è tempo di Coppi e Bartali, di negazionisti e di catastrofisti. Il governo, le regioni, i sindaci hanno l’autorità per mettere in guardia da teorie che a ragione giudichino dannose e non possono farsi tirare da una parte all’altra. Anche da quella dei pesssimisti, dietro cui è facile nascondere possibili gradite ipotesi di rinvio per scuole e urne.
Speranza, ad oggi, ci mette la faccia ed esclude il rischio. Ma si vive ad horas. Con un virus così e gliinteressi a restare nel circo di politici e di studiosi da tv, l’allerta non è mai troppa. Speriamo bene.
Renzo Trappolini
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