Roma – Due giovani viterbesi sequestrati e rinchiusi in un garage, tenuti per giorni legati a una sedia con del cellophane. Lui riempito di botte, con le torture che venivano filmate. Lei, invece, con quel video veniva minacciata: “Ecco che succede a chi sgarra”.
La coppia di vittime “da qualche tempo – spiega la questura di Roma che ha condotto le indagini – si era messa al soldo di una banda di spacciatori che opera in una delle piazze di Tor Bella Monaca”. Il sodalizio, però, non avrebbe mai funzionato. “I grossisti – fa sapere la polizia – si lamentavano per mancati introiti e disparità nella gestione di droga e soldi”. Nascono liti e dissidi, anche per cento euro, finché i due giovani non vengono sequestrati.
Rinchiusi in un garage abbandonato in zona Valle Fiorita, nella Capitale, vengono legati a una sedia con del cellophane. E inizia quella che gli agenti definiscono “una vera e propria violenza”. Il ragazzo, 28 anni, viene riempito di botte: i pugni e gli schiaffi ripresi con il cellulare. Con quel video, poi, la compagna viene minacciata. “Ecco che succede a chi sgarra”, le avrebbero detto i rapitori mentre le mostravano il filmato.
Dopo tre giorni di aggressioni la ragazza, approfittando della distrazione di un sequestratore, riesce a scappare e a dare l’allarme. I poliziotti del commissariato Casilino, della mobile e delle volanti fanno scattare subito le ricerche. Seppur non semplici, alla fine riescono a individuare il covo e a liberare il giovane. “Era sofferente – riportano – e con vari lividi sul volto”.
Iniziano le indagini, con gli agenti che poco dopo fermano un 21enne egiziano “conosciuto per pregresse indagini sullo spaccio di zona”. Cercava di nascondersi tra la vegetazione nei pressi del garage utilizzato per il sequestro. “S.M.M.A. – chiosano gli investigatori – ha partecipato al rapimento ed è stato proprio lui a filmare il tutto”.
Nel suo cellulare c’era ancora il video: entrambi sono stati sequestrati, come il garage di via San Biagio Platani. Il 21enne è stato portato nel carcere di Regina Coeli, ma gli inquirenti ipotizzano che non abbia agito da solo. Le ricerche dei poliziotti del Casilino proseguono per risalire agli ulteriori membri della banda: almeno altri tre.
Raffaele Strocchia
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