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Messina - Ripreso con gli occhi aperti ed affacciato al finestrino da una telecamera esterna a un negozio di Sant'Agata di Militello

Gioele vivo fino a un quarto d’ora prima di scomparire nel bosco…

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Vivana Parisi e il figlio Gioele

Vivana Parisi e il figlio Gioele

Messina – Gioele vivo fino a un quarto d’ora prima di scomparire nel bosco…

E’ un altro punto fermo che si aggiunge alla difficilissima ricostruzione di ciò che è successo in quella tragica mattina del 3 agosto, quando il piccolo è partito da casa con la mamma Viviana Parisi per poi sparire nel nulla. La donna, invece, è stata ritrovata morta e con il corpo sfigurato ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, a circa un chilometro e mezzo dall’autostrada. 

Una telecamera esterna di un negozio di Sant’Agata di Militello ha immortalato chiaramente il viso di Gioele affacciato al finestrino della macchina della madre, con gli occhi aperti. “Questo è finalmente un punto fermo” commenta il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che coordina le indagini.

Ora risulta essere sempre più importante la testimonianza oculare della “famiglia del nord” che avrebbe visto Viviana allontanarsi con Gioele in braccio dopo l’incidente nei pressi della galleria dell’autostrada, avvenuto, appunto, circa un quarto d’ora dopo le immagini di Sant’Agata in cui si vede che il bambino sta ancora bene ed è a bordo dell’auto.

Dal casello dell’autostrada di Sant’Agata alla galleria ci sono 15 minuti di buco, nei quali può essere successo qualcosa. E 15 minuti per percorrere 13,6 chilometri significa viaggiare a una media inferiore ai 60 all’ora. Andatura lentissima per essere in autostrada. Viviana potrebbe dunque essersi fermata. Se sì, perché? E perché dopo l’incidente avrebbe dovuto prendere Gioele e portarlo a piedi fuori dall’autostrada abbandonando lì la macchina, con i soldi e i documenti? Il bambino poteva essere ferito o addirittura morto? Tutti interrogativi ancora senza una risposta.


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15 agosto, 2020

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