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Viterbo - Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola, fa sapere che i numeri sono ancora da definire ma garantisce l'azione del sindacato per la tutela dei diritti

“Immissione in ruolo dalle Gae e dai concorsi del 2016 e 2018”

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Silvia Somigli

Silvia Somigli

Viterbo – “Immissione in ruolo dalle Gae e dai concorsi del 2016 e 2018”. Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola, fa sapere che i numeri sono ancora da definire e che l’azione della Uil si concentrerà sulla tutela dei diritti di chi garantisce l’istruzione anche in tempi difficili (come lo è stato col Covid) per il futuro del paese. Le assunzioni sono fondamentali così come un contingente che sia un valore aggiunto per la scuola, superiore a quello ordinario.

“Come tutti gli anni – dice Somigli – le immissioni traggono lo spunto legislativo da due canali: uno è quello delle Gae, che tra l’altro sono quasi del tutto esaurite, e l’altro è quello dei concorsi del 2016, di cui sono rimasti solo gli idonei e non i vincitori, e del 2018 da cui devono iniziare a chiamare.

I dati, nella provincia di Viterbo, ancora non sono stati resi noti, da un punto di vista preciso del contingente. Dovrebbe comunque essere una media di 25mila posti a livello nazionale. Le ripartizioni sono da definire”.

Il nodo centrale è che “a fronte di uno stato di emergenza in cui ancora versa la scuola italiana, a tutt’oggi, ancora non ci sono linee guida che siano veramente specifiche sulle modalità di lavoro, perché quando si parla di didattica a distanza significa pure mettere a disposizione un contingente aggiunto che possa garantire a tutti gli studenti italiani di poter sopperire alla didattica in presenza.

Al di là di tanti proclami, la ministra non ha dato delle risposte concrete, né in termini organizzativi, né di spazio e contingente. Fatto salvo che, secondo lei, si risolve tutto comprando delle sedie mobili. La cosa, però, va oltre”.

Somigli precisa che la posizione della Uil “è ancora una volta coerente con quello che abbiamo sempre detto e cioè che solo con un confronto coi sindacati si possano trovare delle soluzioni migliori, invece, con scelte e posizioni unilaterali, è chiaro che a rimetterci saranno gli studenti. Per noi, infatti, bisogna ritornare a un nuovo umanesimo, rimettendo al centro la persona e chi la scuola italiana l’ha garantita e continua a farlo anche in tempi di Covid, per cui le modalità di lavoro, gli spazi e i tempi sono stati ben diversi da quelli tradizionali”.

Le criticità, secondo il segretario organizzativo, possono diventare opportunità “specie quando da parte del legislatore c’è la lungimiranza di capire che è arrivato il momento di fare delle scelte importanti, anche  investendo sulla scuola e smettendola invece di viverla come un bancomat.

Per la Tuscia, è sicuramente un momento imporante e, come Uil scuola, siamo in stato di allerta affinché da Roma, Viterbo possa essere considerata come una provincia virtuosa e da prendere in considerazione nella ripartizione dei numeri. Non siamo per una politica autarchica e autoritaria lungi dal condividere, ma favorevoli al ripristino di un confronto per scelte di merito e metodo che possano avere delle ricadute importanti in termini numerici, anche sui territori e non solo nella capitale.

Una provincia come la nostra, che ha 45 scuole in totale nei paesi più disgregati, merita un’attenzione particolare, sia in termini di dimensionamento scolastico, per il quale abbiamo chiesto il congelamento, ma anche per quanto riguarda le scelte organizzative, prevedendo – conclude – un contingente che possa essere un valore aggiunto, superiore a quello ordinario”. 

Paola Pierdomenico


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6 agosto, 2020

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