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Il giornale di mezzanotte - Anche tu redattore - Tarquinia - La segnalazione di Luigi Calandrini

“Installazioni artistiche in piazza Soderini o altro?”

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Tarquinia - Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

Tarquinia – Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

 

Tarquinia - Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

Tarquinia – Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

 

Tarquinia - Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

Tarquinia – Sedie, tavoli e altro materiale in piazza Soderini

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Passeggiando per il centro storico mi sono imbattuto in uno spettacolo artistico che da tempo non incontravo altrove. Un’installazione en plein air che mi ha riportato alla mente le stupende, anche se di maggiori dimensioni, opere del grande artista bulgaro-newyorkese Christo Vladimirov Javacheff, recentemente scomparso, noto per le sue opere di land art.

Subito ho pensato che l’installazione facesse parte di un percorso d’arte diffusa, disseminata negli angoli caratteristici del centro storico, ma ben presto ho dovuto prendere atto che si trattava di un unicum, realizzato da un privato, che sicuramente ha voluto premiare l’immane sforzo profuso sinergicamente da comune e ministero per la riapertura della porta secondaria del Museo nazionale tarquiniense sulla stupenda piazza Soderini.

Non essendo un critico dell’arte ho colto semplicemente alcuni aspetti estetici che l’opera trasfondeva sul contesto storico architettonico circostante e ciò è bastato ad appagare il mio fugace quanto fortunoso passaggio sulla piazza.

Ciò che più mi ha colpito è l’attenzione posta nel collocare l’opera a “impallare” quell’orrendo pozzo cinquecentesco decentrato rispetto alla piazza e quell’altrettanto goffo portale in nenfro con cornice diamantata attraverso il quale si accedeva, e ora si esce, da un insignificante palazzotto (in passato chiamato dai tarquiniesi “Palazzaccio”)  che, se non sbaglio, fu commissionato da un prelatuccio di paese (mi sembra si chiamasse Vitelleschi), di certo privo di qualsiasi gusto estetico.

Altrettanto significativo il potenziamento dell’illuminazione mediante un faretto a led, posizionato a ridosso di una torre quattrocentesca, per esaltare le forme e le sensazioni che l’opera emana. Nonché la collocazione degli arredi presenti sulla piazza (una panchina e due fioriere itineranti) posti sapientemente a cornice del tutto.

Veramente un dotto e “illuminato” esempio di valorizzazione del patrimonio storico artistico di questo stupendo centro storico difficilmente migliorabile.

Ah dimenticavo, l’installazione, mutevole nelle settimane, è presente soprattutto nei weekend e nel corso di detti giorni assume forme diverse scomponendosi, un po’ a richiamare il concetto di Arte liquida di Zygmunt Bauman o le opere di Street art di Banksy visibili sugli elementi, appunto scomposti, che costituiscono l’istallazione.

Luigi Calandrini  


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10 agosto, 2020

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