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Coronavirus - Il presidente francese parla a ruota libera con i giornalisti, dalla gestione della pandemia alla politica estera

Macron non esclude un nuovo lockdown

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Emmanuel Macron

Emmanuel Macron

Parigi – Un nuovo lockdown? Macron non lo esclude.

La sua Francia viaggia a un ritmo di migliaia di nuovi contagi ogni giorno: ieri ne sono stati registrati oltre settemila. Nel Paese vige l’obbligo di portare la mascherina, negli spazi aperti come in quelli chiusi. Precauzione da abbinare a distanziamento e igiene delle mani. 

Il presidente della Repubblica francese ha incontrato i giornalisti al ristorante del Palais de Tokyo, nella tradizionale conferenza stampa con l’Association presse presidentielle, l’associazione della stampa presidenziale. 

Ha parlato di tutto: dalla gestione della pandemia in Francia alla congiuntura internazionale. Soffermandosi, in particolare, sulla politica estera francese e sui rapporti difficili con paesi come la Turchia. 

L’intenzione è quella di imparare a “convivere con il virus, ovvero non fermare la vita economica e sociale”, ha detto Macron. Ecco perché il governo ha imposto l’obbligo di indossare le mascherine: dovranno diventare una costante nel quotidiano. Ai cronisti che gli chiedono se sta pensando a misure ancora più restrittive, come un ritorno al lockdown, appare possibilista. “In questi mesi abbiamo scoperto che l’impensabile non è mai da escludere – ha risposto -. Il lockdown è la misura più antica delle società per proteggersi dalle epidemie. Ma stiamo facendo di tutto per evitarlo”.

Con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, la Francia è ai ferri corti. Schierati su fronti diversi nella guerra in Libia (la Francia con Haftar, la Turchia con al Serraj), i due Stati sono nemici anche nell’altro scenario che si sta aprendo nel Mediterraneo: la lotta tra Grecia e Turchia per i ricchi giacimenti di gas e petrolio tra Cipro (notoriamente spaccata in due, tra Repubblica di Cipro e Repubblica turca) e Creta. Il governo francese ha inviato sul posto una fregata e dei caccia, a sostegno di Atene. 

“Ogni tanto la Francia dice quello che gli altri preferiscono tacere. E noi diciamo chiaramente che la strategia della Turchia non è quella di un paese alleato Nato – ha aggiunto Macron –. Non lo è quando se la prende con i nostri alleati curdi senza coordinarci né avvertirci. Non lo è quando importa jihadisti in Libia. È un atteggiamento inaccettabile”.

Un’agenda politica che rappresenta un problema, secondo il presidente francese e che, per questo, va contenuta. Macron, a questo proposito, parla di “politica della linea rossa”: un’azione di contrasto necessaria, che inizia a ottenere consensi in Europa. “La Francia non è più sola – afferma il capo dell’Eliseo -. Anche la Germania e altri partner europei si stanno accorgendo che l’agenda di Erdogan è un problema”.

Ma c’è un altro spaccato dello scacchiere orientale che preoccupa il presidente francese: Russia e Bielorussia. Il caso Navalny riaccende i riflettori su una serie di avvelenamenti mai chiariti, che hanno come unico comun denominatore le feroci critiche al Cremlino da parte delle vittime: dal capo dell’opposizione Alexei Navalny all’ex spia Skripal, dal dissidente Aleksandr Litvinenko alla giornalista Anna Politkovskaja, che subì un tentativo di avvelenamento molto simile, con un tè in aereo, due anni prima di essere uccisa. “Siamo estremamente preoccupati per questa situazione – ha commentato Macron – e saremo esigenti perché chiarezza sia fatta, in piena trasparenza”. 

Quanto alla Bielorussia, dove non si placano le proteste per la rielezione di Aljaksandr Lukašėnka, al potere da 26 anni, Macron teme un nuovo caso Ucraina: l’intervento russo, nel 2014, per sedare le rivolte contro il governo centrale, portò all’annessione della Crimea. 

“Come ho detto a Putin, qualsiasi intervento esterno, a cominciare da quello di forze russe, condurebbe a internazionalizzare la situazione. E sarebbe malvisto”. Si punta su una mediazione affidata all’Osce. “Putin – ha concluso Macron – mi ha detto di essere favorevole ma deve ancora convincere Lukashenka”.


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29 agosto, 2020

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