Washington – In 50mila sono scesi in piazza a Washington per manifestare contro il razzismo.
A 57 anni dal celebre discorso di Martin Luther King “I have a dream” – “Ho un sogno”, l’America è ancora costretta a fare i conti con episodi di violenza nei confronti di persone di colore.
“Siamo qui per testimoniare, per rimanere svegli, per ricordare da dove siamo venuti e per considerare attentamente dove stiamo andando”. Martin Luther King III, figlio della defunta icona dei diritti civili, si è rivolto così a tutte le persone che si sono radunate a Washington. Tra i presenti alla manifestazione anche le famiglie degli afroamericani recentemente uccisi o feriti dalla polizia, Jacob Blake, George Floyd, Breonna Taylor ed Eric Garner.
Il raduno commemorativo è arrivato a pochi giorni dal ferimento da parte di agenti dell’afroamericano Jacob Blake, 29 anni, a Kenosha, in Wisconsin. I poliziotti lo hanno colpito sette volte alla schiena causandogli la paralisi dalla vita in giù. Ora è in ospedale.
Alla marcia è intervenuta la sorella di Floyd, Bridgett, che ha esortato la folla a “essere il cambiamento”, e a far sentire la propria voce, anche per il fratello George che non può più far sentire la propria. E’ stato ucciso durante l’arresto da un agente della polizia.
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