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Roma - La ministra dell'Interno annuncia il nuovo decreto immigrazione e spiega la gestione di questo complicato periodo

“Migranti, i numeri attuali non sono un’emergenza”

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Roma - Camera - Luciana Lamorgese

Luciana Lamorgese

Roma – “Sebbene ci sia una tendenza in aumento degli sbarchi autonomi rispetto al 2019, i numeri attuali non rappresentano un’emergenza”. Parola di Luciana Lamorgese. La ministra dell’Interno ha rilasciato oggi un’intervista al quotidiano La Repubblica, a firma di Alessandra Ziniti. Ha annunciato che è pronto il nuovo decreto immigrazione e spiegato come si stanno gestendo gli sbarchi.   

“Basta fare il raffronto con il 2011, l’anno delle primavere arabe – ha aggiunto la titolare del Viminale, argomentando la sua osservazione -: quell’anno arrivarono in Italia circa trentamila tunisini, mentre ora ne sono giunti ottomila dall’inizio dell’anno”.

Le difficoltà, però, ci sono, soprattutto in zone dove il sovraccarico è effettivo, come Lampedusa. Per la ministra sono più che altro “di carattere logistico, legate alle misure di profilassi sanitaria stabilite per il Covid 19”. 

A Lampedusa, il Viminale è intervenuto con due navi traghetto per la quarantena dei migranti che hanno imbarcato circa 850 persone. “In Sicilia operano a supporto delle forze di polizia 979 militari – ha aggiunto Lamorgese -. I lampedusani e il sindaco Martello meritano il massimo dell’attenzione da parte di tutte le istituzioni perché sopportano un situazione davvero difficile”. 

La ministra difende la battaglia al Tar contro il governatore della Sicilia Carmelo Musumeci, per impugnare la sua ordinanza che voleva, di fatto, chiudere gli hot spot, trasferendo tutti i migranti ospitati al loro interno. “Il Tar Sicilia ha accolto il nostro ricorso perché il provvedimento interferisce con la gestione del fenomeno migratorio che è materia di stretta ed esclusiva competenza statale”, ha affermato Lamorgese. 

La crisi economica scaturita dal Coronavirus fa presagire un autunno caldo, cui la ministra si dice preparata. “Quello che preoccupa di più sono gli effetti dell’emergenza Covid sulla crisi di liquidità che colpisce le aziende – ha detto Lamorgese a Repubblica – e, di conseguenza, l’occupazione. In questo contesto, da mesi, le forze di polizia stanno monitorando molti indicatori finanziari e societari. È in atto uno sforzo intenso, anche da parte della magistratura, per evitare che tale deficit di liquidità possa essere finanziato dalle organizzazioni criminali”. 

Quanto a se stessa, alla domanda di Ziniti se non si senta con il cerino in mano e nel mirino del governo, la titolare del ministero dell’Interno minimizza. “Un ministro dell’Interno si trova spesso a dover prendere decisioni da solo, in tempi rapidi, e quindi assumendo sull’amministrazione che guida un’enorme responsabilità. Questa del Viminale è una poltrona scomoda – osserva Lamorgese -, dalla quale difficilmente si conquista consenso e si possono fare promesse. Ringrazio comunque gli esponenti politici che hanno espresso parole di solidarietà nei miei confronti”. 


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29 agosto, 2020

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