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Politica - L'appello di Arianna Centini (Movimento civico per Tarquinia): "Ieri un bel segnale da parte dei cittadini che dicono no alle discriminazioni"

“Partiamo dal parco delle Mura per una società più giusta e inclusiva”

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Arianna Centini

Arianna Centini

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Nella giornata di ieri 6 agosto, è stato veramente importante ritrovarsi al parco delle mura in modo spontaneo, con tante persone unite nel difendere i principi di libertà e civiltà.

L’atteggiamento di ieri, tenuto da molti cittadini che senza invito e senza appuntamento hanno liberamente deciso di ritrovarsi in loco, è stata una chiara dimostrazione per “Spazzare via l’odio”, l’obiettivo comune nel cercare e nel creare una società più inclusiva, dove nessun individuo venga discriminato.

Il Ddl del senatore Zan è una legge che non imbavaglia, che non limita la libertà di espressione, ma che diversamente vuole insegnare ed educare i cittadini nel sapersi esprimere senza insultare e punire chi istiga all’odio.

Sfortunatamente, purtroppo, ancora viviamo in un Paese dove ragazzi e ragazze vengono cacciati di casa perché omosessuali, coppie omosessuali aggredite perché passeggiano per strada tenendosi per mano. Donne che vengono picchiate, maltrattate, stuprate e uccise soprattutto da uomini-mariti che dicevano di amarle. Viviamo ancora in un Paese dove il colore della pelle o il paese di origine può fare la differenza.

Non possiamo più tollerarlo, è necessario un cambio di rotta soprattutto per le nostre coscienze e per i nostri figli, che si debbano sentir liberi di vivere la loro vita a modo loro.

Dobbiamo riuscire a sopraffare la paura delle destre che sta nel non poter più propagandare le loro idee fondate sul patriarcato e su un unico modello di famiglia, di affetti e di relazioni.

La proposta di legge Zan è un primo, moderato passo che interviene sul codice penale e sulla legge Mancino in quanto venga riconosciuto come reato e punito ogni atto di chi induce o agisce in prima persona con atteggiamenti discriminatori e violenti per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, aggiungendo questa voce mancante nell’elenco di già vigenti divieti di discriminazione, in modo da tutelare le libere soggettività che non si conformano alla norma eterosessuale imposta.

La “violenza” atta nel colpire chiunque si sottragga agli schemi infatti non è attuata solo da singoli individui, ma è fatta di esclusione sociale e di diffusa quanto insopportabile cultura dominante patriarcale nella quotidianità.

Per questi motivi, ieri pomeriggio, si è cercato di dare la testimonianza per dimostrare ed accogliere le rivendicazioni di cambiamento e liberazione culturale dal pensiero unico patriarcale, perché la diversità non venga assolutamente considerata patologia.

Una società diversa e più giusta parte anche da qui, dal parco delle Mura di Tarquinia.

Arianna Centini
Movimento civico per Tarquinia


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7 agosto, 2020

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