Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Preapertura della attività venatoria nella regione Lazio, ancora una volta penalizzati i cacciatori.
Una preapertura proposta per fare una mattanza della povera specie, se reperibile, tortora, riferimento africano, visto la specie, in forte calo, e nelle giornate del 2 e 6 settembre, di cui le armi saranno rivolte, non avendo altra specie consentita.
Si continua a speculare dicendo: “Abbiamo fatto due giornate di pre-apertura” cercando di far trasgredire alcuni cacciatori, forse con lo scopo di fare cassa, oppure cercare di allontanare il più possibile quelle persone che vorrebbero trascorrere due o tre ore all’aria aperta e in solitudine.
Facendo personalmente delle considerazioni, a un presidente della regione, a un assessore alla caccia, ma non gli viene in mente di pensare il perché le regioni limitrofe non adottano gli stessi principi discriminatori? Eppure le tasse vengono pagate in eguale misura, cosa abbiamo fatto per essere sempre penalizzati?
La seconda personale considerazione che faccio: le associazioni venatorie, dicasi federali, tutte le associazioni agricole ecc., facenti parte del comitato tecnico faunistico regionale, i componenti delle Atc nella discussione del calendario venatorio e di pre-apertura, come hanno fatto a firmare un tipo di mattanza? Pensano di rappresentare tutti coloro che pagano le tessere assicurative con tali atteggiamenti?
Altra considerazione è che nella apertura generale del 20 settembre tutte le regioni italiane aprono la caccia alla specie colombaccio, noi confinanti con la regione Umbria e Toscana guardiamo l’operato degli altri, per questa specie la caccia si deve chiudere il 31 gennaio 2021, in quanto questa specie ormai a due facce, migratoria e stanziale, se nel mese di gennaio (fine) sono belle giornate, croccolano in fase di amore.
Considerazione: chi sono le associazioni che possono trarre vantaggio da questi comportamenti discriminatori? Inoltre chiediamo la riammissione nel calendario venatorio le specie pavoncella e moriglione, come già fatto in tutte le regioni italiane.
Con la presente missiva si chiede la revoca di questa specie di pre-apertura, e portando il colombaccio in apertura generale il 20 settembre e chiusura il 31 gennaio 2021, equiparando la regione Lazio a tutte le altre regioni.
Pietro Casasole
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