Amatrice – 24 agosto 2016. Quattro secondi dopo le 3,36 una scossa di magnitudo sei fa tremare la terra tra Accumoli e Amatrice.
Il terremoto nel centro Italia fa 337 morti, tra cui quattro viterbesi.
Alle 11 la messa, celebrata dal vescovo di Rieti Domenico Pompili, in ricordo delle vittime. Presenti il premier Giuseppe Conte, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti con gli assessori alla Ricostruzione e al Turismo Di Berardino e Pugliese. C’è anche il commissario Legnini.
Manuel, le ricerche disperate poi il dramma
Manuel Marini, 25enne di Civita Castellana, è a Pescara del Tronto quando la terra comincia a tremare: in vacanza con il padre , la nonna e la sorella. Del giovane si perdono le tracce nel momento del panico e della fuga. Scattano subito le ricerche. Interrotte in serata, quando il corpo viene trovato senza vita sotto le macerie.
Per il padre e la nonna lievi contusioni: il primo viene ricoverato all’ospedale di San Benedetto del Tronto, la seconda in uno da campo allestito nella zona.
I funerali di Manuel, gremiti, sono stati celebrati nel duomo di Civita Castellana. A inizio cerimonia la lettera della zia. “Perché? Perché? Perché? Lo domandavi sempre Manuel. Ce lo hanno ricordato le tue maestre. Perché? Oggi ce lo chiediamo noi. Tutti noi. Perché? Manuel, nessuno dimentica un solo istante vissuto con te. Anche la tua squadra, il Chievo, ti è vicina e solidale”.
“Mattomei” dal sorriso smagliante tra le vittime del terremoto
C’è anche uno studente Unitus tra le vittime del terremoto. Andrea Tomei, “Mattomei”, 29 anni, ha perso la vita sotto le macerie della propria abitazione. Di Amatrice, era uno studente dell’università della Tuscia. Laureato in conservazione e restauro dell’ambiente forestale e difesa del suolo, il dipartimento Dafne ha indetto un premio di laurea magistrale in suo ricordo.
Con Andrea è morta la mamma, mentre il papà è riuscito a scampare alla furia delle scosse.
Anna Maria e Luca, madre e figlio morti insieme sotto le macerie
Anna Maria Masciolini e Luca Grondona, mamma e figlio, muoiono sotto le macerie di Amatrice. Avevano 68 e 35 anni ed erano in vacanza a Villa san Lorenzo a Flaviano, dove avevano casa. Da anni Anna Maria viveva a Carbognano: membro del coro San Filippo Neri e attiva nella vita del paese.
Al termine del funerale il ricordo delle figlie di Anna Maria. “Luca, che chiamavamo Lollo. Mamma. Guardate quanta gente è qui per voi. Ognuno con un ricordo personale di voi. Siete in tanti. Questo vuol dire che mamma e Luca sono stati amati tanto. Grazie per la solidarietà, l’affetto e la disponibilità che ci avete dimostrato in questi giorni. A Carbognano, e non a caso abbiamo scelto di fare qui i funerali, mamma ha avuto modo di farsi conoscere, amare ed esprimersi. Lollo, il piccolo di casa che abbiamo tanto torturato quando era piccolo, e mamma non ci hanno lasciato soli”.
Ricostruzione in ritardo
Il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti (da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito in breve tempo) è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica. Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica (in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore) deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza”.
Papa Francesco al termine dell’Angelus. “Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni perché possano andare avanti con solidarietà e speranza. Mi auguro che si acceleri la ricostruzione affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell’Appennino”.
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