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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - L'impianto si trova lungo la strada martana - I tombaroli stanno intervenendo su più punti attorno ai muri - Attorno alla struttura cumuli di basoli romani abbandonati e una fonte d'acqua incustodita - FOTO E VIDEO

Scavi archeologici clandestini alle terme romane del Bacucco

di Daniele Camilli
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Viterbo – Scavi archeologici clandestini alle terme romane del Bacucco. Comune di Viterbo. Quelle che si trovano lungo la strada che dalla città dei papi porta al lago di Bolsena. Databili secondo alcuni tra il 113 e il 115 d.C.. Per altri tra la metà del II e l’inizio del III secolo d.C.

Un piccolo cantiere messo su da un gruppo di tombaroli. Forse recente. Forse con tanto di metaldetector al seguito, che oggi, con duecento euro scarsi, te ne procuri uno buono anche online.

Gli scavi si trovano all’interno e all’esterno della struttura, quasi tutti a ridosso dei muri. Poco distante una piccola buca con accanto una sigaretta spenta. Come se qualcuno avesse trovato un piccolo oggetto metallico. Scandagliando prima il terreno con un metaldetector.


Viterbo - L'area delle terme romane del Bacucco

Viterbo – L’area delle terme romane del Bacucco


“Le terme romane del Bacucco – scrive l’archeologa Alessandra Milioni, collaboratrice della soprintendenza, nel libro “Le terme romane di Viterbo” pubblicato da Archeoares – sono tra le più grandiose tra quelle del territorio viterbese. Della struttura termale rimangono i ruderi di una grande sala di forma ottagonale, con quattro nicchioni uno ad ogni angolo, sormontati da una ghiera di mattoni bipedali; di essi tre sono conservati integralmente, mentre quello nord-occidentale lo è solo in parte. Dalle piante dell’edificio rilevate da alcuni artisti rinascimentali, apprendiamo che alla base di ciascuna nicchia si aprivano tre piccole celle semicircolari, delle quali oggi restano scarsissime tracce a causa del forte interro. Nelle nicchie sud-occidentale e sud-orientale sono presenti sull’intonaco in parte conservato le impronte in negativo delle tessere di mosaico usate per il rivestimento, delle quali però non è rimasta altra traccia”.



“Del monumento – prosegue Milioni – rimangono tuttora in piedi, per buona parte del loro alzato, i lati meridionale ed orientale, mentre scarsi sono i resti di quello settentrionale, e praticamente nulli quelli del lato occidentale. Nel mezzo delle facciate est e sud e sopra la nicchia compresa tra di esse, si aprono tre grandi finestrini, ed è probabile che in origine ce ne fosse uno per ogni lato e uno sovrastante ogni nicchia”.

“Le superfici della volta – riporta poi l’archeologa – sarebbero state decorate con mosaici, mentre le pareti, fin poco sotto il piano d’imposta della volta, dovevano essere rivestite da lastre marmoree. Sono infatti visibili nei muri numerosi fori per grappe, in alcuni dei quali sono ancora presenti i tasselli di marmo usati per fissare le grappe di bronzo più saldamente della sola malta”.


Viterbo - Gli scavi archeologici clandestini alle terme del Bacucco

Viterbo – Gli scavi archeologici clandestini alle terme del Bacucco


Cosa potrebbero cercare i tombaroli tra i ruderi del Bacucco e nella zona circostante?

A rispondere è la storia stessa delle terme, quello che contenevano e il fatto di essere rimaste in parte attive almeno fino al XVI-XVII secolo. Non da ultimo, il grosso delle strutture si trova sottoterra e può ancora riservare sorprese da cui trarre profitto sui mercati clandestini. “A causa dell’interramento – spiega infatti Milioni – quella apprezzabile attualmente non corrisponde all’altezza originale della struttura, che appare troppo bassa e priva degli ambienti annessi”.


Viterbo - Le terme romane del Bacucco

Viterbo – Le terme romane del Bacucco


Ci sono poi i disegni degli artisti rinascimentali che attestano l’utilizzo dell’impianto, e arredi al seguito, ancora nel XVI secolo.

“Michelangelo (1475-1564) – continua Milioni nella sua pubblicazione – in uno dei suoi viaggi realizzò la pianta e lo spaccato dell’interno dell’edificio, che sembra fosse ancora parzialmente in uso ai suoi tempi come terme. Dalla pianta risulta che all’interno di ciascuna nicchia, fiancheggiata da due colonne, erano contenute tre piccole celle semicircolari, come già accennato più sopra, mentre al centro della sala era una vasca circolare inserita all’interno di un recinto quadrangolare. Anche Giuliano Giamberti, detto il Sangallo (1445-1516), ne ritrasse pianta e sezione nel taccuino conservato presso la biblioteca di Siena”.


Viterbo - Gli scavi archeologici clandestini alle terme del Bacucco

Viterbo – Gli scavi archeologici clandestini alle terme del Bacucco


Infine la descrizione degli scavi fatti nel 1825, 1829 e 1835. Accanto alle terme del Bacucco, dove sulla destra, spalle alla strada martana, si nota anche un ambiente molto ampio ad elle, correva inoltre l’antica via Cassia. Lì vicino c’è poi un tumulo.


Viterbo - I basoli nei pressi delle terme romane del Bacucco

Viterbo – I basoli nei pressi delle terme romane del Bacucco


“Circa 100 metri a nord-est delle terme del Bacucco – scrive ancora Milioni – è visibile una piccola collina di forma circolare, completamente ricoperta di vegetazione. Si tratta dei resti di un monumento funerario (il tumulo databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. ndr) situato sulla destra dell’antica via Cassia, che attraversava questo punto in direzione nord passando proprio tra questo edificio sepolcrale e le terme. I secolo a.C. – I secolo d.C”.


Viterbo - Il casalingo delle terme romane del Bacucco

Viterbo – Il casalingo delle terme romane del Bacucco


Vicino alle terme del Bacucco ci sono infatti diversi basoli, provenienti probabilmente dalla via Cassia romana. Cumuli abbandonati a sé stessi e ricoperti in parte dalla vegetazione. A pochi passi dai cumuli c’è inoltre quella che sembra una fonte d’acqua. Incustodita. La recinzione è aperta e i comandi per attivare il flusso a disposizione di chiunque.


Viterbo - La fonte d'acqua nei pressi delle terme romane del Bacucco

Viterbo – La fonte d’acqua nei pressi delle terme romane del Bacucco


A meno di 50 metri ad est delle terme si trova poi “il casalino Bacucco, che ingloba – spiega ancora Milioni – strutture murarie e materiali appartenenti all’impianto termale. Al di sotto del casale sono visibili due ambienti collegati tra loro: il primo, con pianta rettangolare, è coperto da una volta a botte, conserva tracce d’intonaco sulle pareti ed ha tre piccole nicchie ricavate nella parete settentrionale”.


Viterbo - L'ambiente nei pressi delle terme romane del Bacucco

Viterbo – L’ambiente nei pressi delle terme romane del Bacucco


Infine le relazioni degli scavi fatti nel XIX secolo che raccontano la ricchezza del sito e l’interesse che lo stesso può avere anche oggi per i tombaroli.

“La notizia più antica di ricerche effettuate presso le terme del Bacucco – dice Milioni nel suo libro – risale ai fratelli Polidori di Viterbo, che nel 1825 fecero domanda per ottenere un permesso di scavo nella loro tenuta in contrada Bacucco. La località era già stata visitata da Pio Semeria, il quale si era dichiarato convinto che le rovine degli antichi edifici avrebbero potuto nascondere oggetti interessanti per l’antiquaria. E ciò di certo incoraggiò anche gli scavi successivi che vennero qui praticati nel 1829 e nel 1835”.


Viterbo - I mosaici scoperti nel 1835 presso le terme romane del Bacucco (Fonte - Alessandra Milioni)

Viterbo – I mosaici scoperti nel 1835 presso le terme romane del Bacucco (Fonte – Alessandra Milioni)


“Nel 1829 infatti il cavalier Giulio Zelli-Pazzaglia e il marchese Alessandro Especo – prosegue Milioni – intraprendono nuovi lavori al Bacucco e scoprono la grande sala, ottagono all’interno e quadrata all’esterno, tuttora visibile. Essa era coperta da una cupola emisferica, e nel mezzo della sala era riconoscibile un ampio bacino di sedici lati, al quale si discendeva con cinque gradini che correvano tutt’intorno. Nel mezzo del bacino si rinvennero busti di marmo, alcuni basamenti di colonne, marmi di varie specie e prismi di mosaico che decoravano le pareti e il fondo del bacino. Quattro grandi porte erano alternate a quattro nicchioni, in ognuno dei quali attraverso alcuni gradini si poteva accedere in basso a delle nicchie più piccole. Il terreno circostante era poi occupato da minori terme e ruderi i quali, nei parziali scavi, avevano rivelato alcune camere, ipocausti e mosaici ancora intatti”.


Viterbo - I disegni di Michelangelo e Sangallo delle terme romane del Bacucco (Fonte - Alessandra Milioni)

Viterbo – I disegni di Michelangelo (sulla sinistra) e Sangallo (destra) delle terme romane del Bacucco (Fonte – Alessandra Milioni)


“Nuovi scavi al Bacucco – conclude l’archeologa Milioni – vennero compiuti nel 1835, durante i quali furono rinvenuti undici busti statuari di marmo, oggi al Louvre, di cui uno muliebre con capigliatura mobile, una statua mutila di satiro appoggiato ad un tronco, un gruppo statuario che rappresentava un uomo e una donna adagiati su un triclinio, facenti parte di una fontana. Furono scoperti inoltre mosaici, oggetti di bronzo e vetro colorato, basamenti di colonne e pilastri per sostenere i busti”.

I mosaici sarebbero stati infine ricoperti per evitarne la distruzione. 

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Le terme romane del Bacucco – Video: Gli scavi archeologici clandestini alle terme del Bacucco 


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24 agosto, 2020

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