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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Il disegno sta in via dei Pellegrini ed è comparso un paio di giorni fa - Il secondo dopo quello dedicato al cardinal Pell - FOTO

Seneca ha dipinto Santa Rosa su un muro della città dei papi..

di Daniele Camilli
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Viterbo – Oggi è Santa Rosa e il writer si firma Seneca. Qualche settimana fa, era invece il cardinale Pell e la firma quella di Noone. Entrambi a Viterbo.

Il primo disegno stava in un’edicola del monastero della visitazione in via San Pietro. Carta che ritraeva il cardinale Pell, condannato e poi assolto in via definitiva dall’accusa di pedofilia, mentre tirava per aria dei bambini. C’era pure una scritta in inglese: “Piovono bambini, Alleluia”. La traduzione. E’ stato strappato via a forza il giorno dopo.


Viterbo - Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa

Viterbo – Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa


Il secondo, comparso un paio di giorni fa, invece è disegnato proprio. Sta in via dei Pellegrini e ritrae Santa Rosa. Attorno, love, love, love. Amore, amore, amore. Come in uno dei primi film di Carlo Verdone. E tanti cuoricini che sembrano palloncini. L’anno in cui il trasporto della macchina dedicata alla Santa non si farà. Un disegno che fra l’altro, ironia della sorte, sta anche a pochi metri dalla casa dell’architetto della macchina, Raffaele Ascenzi.

Sta volta per toglierlo, bisognerà farlo a forza. Oppure basterebbe solo lasciarlo là dove sta. E pensare che un piccolo paese come Sant’Angelo con i disegni sulle case c’ha fatto la sua fortuna.



Di lato al disegno che ritrae Santa Rosa, fra l’altro giovane e smaliziata, la firma. Seneca. Come il filosofo e politico romano suicidato da Nerone. Accanto, una scritta: “I sentimenti sono realtà”. Un Luther Blisset formato XXI secolo, dopo il movimento degli anni ’90 che prese piede anche a Viterbo. Pare un po’ quello. Opera ignota di autori ignoti che all’improvviso appare nel contesto urbano che è anche luogo e spazio di comunicazione e conflitti. Uno dei tanti innesti del più vasto arcipelago situazionista, vera e propria corrente di pensiero e azione politica che trae spunto dall’opera di Guy Dèbord innanzitutto e dall’impegno militante di tanti artisti, studenti e lavoratori che l’hanno attraversata negli ultimi 50 anni.


Viterbo - Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa

Viterbo – Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa


Un disegno che, volente o nolente, e sempre a proposito di situazionisti, arriva a 45 anni esatti da un fatto ben più eclatante che forse in pochi ricordano. Nell’agosto del 1975, 500 copie di una pubblicazione vengono fatte recapitare sui tavoli di altrettanti uomini di potere, appartenenti alle classi dirigenti e dominanti del paese, e delle redazioni dei principali giornali. L’autore si firmava come Censor e il titolo era “Rapporto veridico sulle ultime possibilità di salvare il capitalismo in Italia”. La dedica invece era rivolta all’illuminato e potente banchiere Raffaele Mattioli, morto appena due anni prima. Infine, in quel momento il paese stava attraversando il più vasto e incisivo conflitto sociale di sempre. Con gli scontri, le stragi e la lotta armata per piazze e strade.


Viterbo - Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa

Viterbo – Il disegno in via dei Pellegrini che ritrae Santa Rosa


Lo stile è impeccabile, le citazioni coltissime. Nel testo di Censor si parla però della bomba di piazza fontana a Milano come parte di una strategia della tensione volta a contrastare il movimento rivoluzionario di studenti e operai dilagato in tutta Italia con il ’68 e l’autunno caldo. Si diceva inoltre dell’accordo tra democrazia cristiana, partito comunista e sindacati per evitare una rivoluzione e trovare un accordo consociativo. Insomma, nel libro si diceva quello che poi avrebbe detto la commissione parlamentare del senatore Giovanni Pellegrino. Vent’anni dopo i fatti. Nel 1975, una tesi del genere era al contrario inconcepibile. Tuttavia il libro presentava gli argomenti descritti come il punto di vista di un borghese che mostra la cosa e le cose ancora da fare come una necessità storica. Il solo modo di mantenere il potere.


Il cardinale Pell effigiato nel monastero della Visitazione in via San Pietro

Viterbo – Il cardinale Pell sul monastero della Visitazione in via San Pietro


Nessuno, suo giornali di allora, mise in discussione il contenuto del libro. Come se fosse dato per scontato. Partì invece la caccia all’uomo. Ossia a scoprire chi veramente si nascondeva dietro Censor. Vennero fatti nomi di politici, banchieri, ministri, uomini di potere. Alla fine uscì fuori un ragazzo 28enne di Milano, nato in Svizzera. Tale Gianfranco Sanguinetti. Figlio di due antifascisti, la madre, Teresa Mattei, aveva fatto parte dell’assemblea costituente.


Il cardinale Pell effigiato nel monastero della Visitazione in via San Pietro - La firma dell'autore

Viterbo – Il cardinale Pell sul monastero della Visitazione in via San Pietro – La firma dell’autore


Un situazionista, Gianfranco Sanguinetti, che aveva preso per il culo tutti, una decina di anni prima delle maschere di Modigliani a Livorno. Ma al tempo stesso aveva dimostrato che in qualche modo tutti erano concordi che in Italia, dopo il ’68, era in atto una strategia golpista portata avanti a suon di bombe, stragi e morti ammazzati.

Una grande casa editrice acquistò a scatola chiusa tutti i diritti della pubblicazione successiva di Sanguinetti. Arrivò nel 1979, “Del terrorismo e dello stato”. Parlava del sequestro Moro e delle Brigate rosse, azzeccandole, anche in tal caso, diverse che sarebbe poi diventate patrimonio comune con il lavoro della commissione Pellegrino. Vent’anni dopo.

Daniele Camilli


Fotogallery: Seneca dipinge Santa Rosa


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19 agosto, 2020

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