Viterbo – Alla necropoli etrusca di Castel d’Asso, a Viterbo, le persone che decidono di visitarla, specialmente i turisti, rischiano la pelle. E i modi per ammazzarsi sono sostanzialmente due. Il primo, cadendo dalle scale della torre medievale. Il secondo, più probabile, cercando di attraversare il ponte della necropoli a una decina di metri di altezza, sopra un fiume che non attutirebbe per niente la caduta. Un ponte che definirlo pericoloso è poco.
Inoltre, il rischio di morire non è il solo problema che un turista incontra visitando la necropoli etrusca di Castel d’Asso. E questa volta l’erba alta è il minimo. Anzi, magari fosse solo quella.
Viterbo – Il ponte della necropoli etrusca di Castel d’Asso
Il sito archeologico etrusco di Castel d’Asso è una delle più importanti necropoli della Tuscia e sta sul territorio del comune di Viterbo, così come le necropoli di Poggio Giudio e Norchia, ridotte anch’esse decisamente male. Le tombe intagliate nella roccia di Castel d’Asso vanno dal IV al II secolo a.C. e sono distribuite su due e tre ordini sovrapposti è veramente. Da queste parti, sullo sfondo un paesaggio rurale stupendo, crescono anche gli asfodeli, i fiori che gli etruschi portavano sulle tombe dei propri cari.
Viterbo – La necropoli etrusca di Castel d’Asso
Oggi il sito di Castel d’Asso è in completo stato di abbandono, senza alcuna segnaletica, degna almeno di questo nome, con le tombe che man mano si stanno sgretolando e con pericoli tali che qualcuno potrebbe veramente rimetterci l’osso del collo.
Di chi è la responsabilità di questo stato di cose? Dei turisti che scelgono di visitare Viterbo?
Viterbo – Castel d’Asso – Il ponte – Video
“Non c’è nessuna indicazione che dica dove andare e cosa visitare”, spiega Onofrio Viscanti di Bari. “Non c’è segnaletica, siamo andati a naso”, ribadiscono poi Sergio Orlandini e Fauzia Casoli, coppia di Reggio Emilia. Tre turisti che questa settimana hanno visitato Castel d’Asso, trovando, fra l’altro, informazioni chi su una vecchia guida, chi direttamente su google. Quasi tutti per sbaglio, spinti solo da tanta buona volontà e non da una buona politica di marketing territoriale. Viscanti stava con la famiglia, infilandosi nelle tombe dove le segnalazioni di pericolo sono inesistenti. Già è tanto incontrare qualche cartello che ti dice dove stai.
Viterbo – Castel d’Asso – Il ponte – Foto
I cartelli all’ingresso della necropoli sono stati infatti tutti quanti divelti, distrutti e incendiati. Ne resta in piedi solo uno, che si regge con lo sputo, come tutto il resto attorno. “Attenzione. L’area archeologica non è protetta. Lavori in corso. Scavi non segnalati”. Sta scritto sopra il cartello rimasto in piedi. Senza la firma di ente. Il colore è giallo, forse anch’esso dovuto all’incuria. Leggerne il contenuto dà comunque la sensazione giusta. Quella di una grossa presa per il culo.
Viterbo – Castel d’Asso – La necropoli etrusca – Video
L’area archeologica non solo non è protetta, ma se non si sta bene attenti a dove si mettono i piedi si rischia di precipitare dentro una tomba come se nulla fosse. I pericoli vengono pure dall’alto. I costoni di roccia in alcuni punti sono messi male. Evidenti le crepe, così come i crolli già avvenuti. Ad esempio all’interno della via cava. Nel frattempo, i secoli e l’abbandono stanno cancellando per sempre le parti scolpite delle tombe.
Viterbo – Castel d’Asso – La necropoli etrusca – Foto
“Il ponte è pericolante – dice Sergio Orlandini -. Noi siamo riusciti ad attraversalo, ma abbiamo rischiato grosso. Non è affatto sicuro. Andrebbe aggiustato”. E quando Orlandini lo dice, sia lui che la moglie Fauzia Casoli, sono stupiti. Come se si trovassero di fronte ad una cosa assurda solo da pensare.
Viterbo – Castel d’Asso – Onofrio Viscanti
E invece è proprio così. Come il ponte che Sergio Orlandini e Fauzia Casoli hanno attraversato. Pericolosissimo. Un ponte con un attraversamento in legno, sistemato fra l’altro solo pochi anni fa, dove mancano le tavolette e quelle che ci sono non sono per niente stabili e sicure. Sotto, un salto nel vuoto di almeno una decina di metri. Se si cade, la possibilità di non raccontarlo più a nessuno è consistente.
Viterbo – Castel d’Asso – Fauzia Casoli e Sergio Orlandini
Non solo, ma a peggiorare le cose ci si è messo pure il ruscello che scorre dalle parti del ponte. Ha rotto gli argini e ha sparso acqua per tutta la campagna attorno trasformandola in una specie di risiera vietnamita che quando ci finisci in mezzo ti impantani e sprofondi senza nemmeno rendertene conto. E quando ti rendi conto è già troppo tardi. Il fango ti è arrivato alle caviglie.
Viterbo – Castel d’Asso – La torre medievale – Video
Infine, dulcis in fundo, la torre medievale. Un disastro e un pericolo pure quella. Mancano alcuni gradini, mentre i vetri all’interno sono stati divelti e poi distrutti. Dai buchi, sembra a colpi di piccone.
Viterbo – Castel d’Asso – La torre medievale – Foto
Un’area, quella di Castel d’Asso abbandonata a sé stessa, come se da queste parti la Repubblica e le istituzioni che la rappresentano avessero, senza dirlo, rinunciato alla sovranità. Ma visto come stanno le cose, il rischio che ci scappi il morto è reale. E non è procurato allarme.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La torre – La necropoli – Il ponte – Video: La torre – La necropoli – Il ponte
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY