Viterbo – Proseguono a 360 gradi le indagini, non semplici, sull’accoltellamento in via Valle Piatta. I poliziotti della squadra mobile di Viterbo stanno cercando di capire cosa sia davvero successo nella notte tra il 5 e il 6 settembre in quella strada del centro storico. Senza poter contare, però, sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona: i video sono stati acquisiti, ma non si vede nulla.
L’arrestato, un 17enne accusato di tentato omicidio e lesioni gravi, sostiene di aver impugnato l’arma in seguito a un’aggressione. Agli agenti avrebbe detto di essere stato preso a pugni: “Me ne sono arrivati almeno due, dopo aver chiesto solo una sigaretta”.
Diversa la versione fornita da Alessandro Battaglia, accoltellato insieme all’amico Davide Randisi. “L’ho visto allontanarsi con il 17enne – avrebbe raccontato alla polizia -. Li ho seguiti e a un certo punto ho notato che hanno iniziato a litigare. Mentre mi avvicinavo, Davide è piombato a terra e io sono stato ferito al petto con la lama”.
Battaglia se la dovrebbe cavare in dieci giorni, mentre resta riservata la prognosi di Randisi. Sta migliorando, ma all’ospedale di Belcolle è arrivato in gravissime condizioni. Almeno quattro coltellate, la maggior parte all’addome e tra la spalla e il braccio, gli hanno danneggiato i tendini e la milza ed è stato operato a lungo.
Di nuovo in ospedale, ieri, anche il 17enne. Quando gli agenti, questa volta della volante, lo hanno fermato dopo che si era dato alla fuga, l’hanno trovato non solo con i vestiti insanguinati ma pure con delle ferite al volto. Vistosa la contusione all’arcata sopracciliare destra, con conseguenti possibili lesioni al cranio, che sarebbe compatibile con un pugno. Tutto ciò ha impedito il trasferimento, in un primo momento avvenuto, del ragazzino in un istituto minorile di Roma. Per questo è finito ai domiciliari.
La squadra mobile è al lavoro per ricostruire l’intera vicenda, cercando di fare luce tra le diverse versioni che sono state date. Si sta procedendo all’ascolto dei testimoni ma anche degli amici e dei conoscenti di Battaglia, Randisi e del 17enne. La scientifica invece, già nell’immediato, ha cristallizzato il luogo degli eventi, dove sono state trovate pure le chiavi di casa del minorenne con attaccato un coltellino multiuso. La lama è però incompatibile con le ferite apportate e non presenta tracce di sangue. Per gli investigatori non è quello usato nell’aggressione, di cui l’arrestato se ne sarebbe disfatto mentre scappava verso piazza del Teatro.
Tutto è avvenuto poco dopo le 2 della notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre. I primi a intervenire sono stati i poliziotti della volante. Percorrendo via Ascenzi, notano Battaglia salire le scale di via della Pescheria sorretto da un altro ragazzo e con la camicia insanguinata. In via Valle Piatta trovano poi Randisi. Anche lui ferito, è a terra privo di sensi in una pozza di sangue.
Sia Randisi che il 17enne sono già noti alle forze dell’ordine. Quest’ultimo, originario di Vetralla e residente a Viterbo, è incensurato. Mentre il primo è stato arrestato ed è finito a processo per aver partecipato, nel 2017, a un pestaggio sempre in via Valle Piatta.
Fotocronaca: Accoltellamento in via Valle Piatta
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