Viterbo – “Negato assegno per nucleo familiare numeroso, comune condannato per comportamento discriminatorio”. Arriva dall’approvazione dei debiti fuori bilancio la ragione per cui l’amministrazione, tra l’altro, deve pagare 2.656 euro. A spiegarlo è Giacomo Barelli (Forza civica).
Piccola somma, rispetto al totale che arriva a mezzo milione di euro, frutto di sentenze in cui palazzo dei Priori è soccombente.
I 2.656 euro sono una somma è piccola, ma fra tutte, per l’esponente d’opposizione è quella politicamente più rilevante.
“Si tratta di una sentenza del 10 settembre 2019 – spiega Barelli – in cui un cittadino di origini senegalesi ha citato il comune perché si è visto negare l’assegno per nucleo familiare numeroso.
Il tribunale ha intimato di cessare la condotta discriminatoria, accogliere la richiesta e trasmetterla all’Inps”.
Tra l’amaro e l’ironico la valutazione di Barelli: “L’episodio risale al periodo delle sceriffate, una bella medaglia al valore per l’amministrazione”. Non la sola, per l’esponente Forza civica.
“Per una sanzione amministrativa da parte della polizia locale – continua Barelli – il comune deve pagare 2158 euro”. Altro debito fuori bilancio. “Il verbale del 19 ottobre 2018 – continua Barelli – contestava a un uomo d’avere violato la legge sul commercio ambulante-
Aveva sostato troppo tempo a via Puglia, dalle 11,05 alle 11,20. L’ambulante, un cittadino straniero, ha impugnato davanti al Tar la sanzione. Il comune non si è costituito.
Nella sentenza, la richiesta del commerciante è stata accolta e il provvedimento annullato. Condannato il comune alle spese in giudizio, 1500 euro. Si va pure davanti al giudice di pace. Il comune non resiste e quindi ci sono altri 2600 euro. Per sceriffate in città”.
L’assessore Paolo Barbieri (Contenzioso) rimanda al mittente le accuse. “Nessuna discriminazione – spiega Barbieri – nessun indirizzo di questo tipo c’è mai stato da parte dell’amministrazione comunale”.
Tocca ad Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) precisare a sua volta: “Nessuno di noi ha accusato l’amministrazione – osserva Antoniozzi – ce l’ha detto la magistratura”.
Sono 11 le sentenze che portano palazzo dei Priori a pagare 501mila euro di debiti fuori bilancio. La somma di 7717 euro riguarda la caduta di un cittadino in strada, dai 1500 euro iniziali, 54.939 sono riferiti a una vicenda legata a valle Pierina.
Altri 21mila886 euro interessano le rette Rsa per le quali è arrivato un decreto ingiuntivo che palazzo dei Priori ha pagato in ritardo.
La somma più alta, quasi 395mila euro è riferita a un esproprio in zona Villanova. Contenzioso che risale al 1995. “Il comune avrebbe potuto cercare di chiudere prima”.
E in alcuni casi sé probabile che i sarebbero potuti risparmiare soldi, così la pensa Alvaro Ricci (Pd), che presenta un emendamento in cui si chiedere alla segreteria generale di predisporre un’istruttoria per valutare eventuali responsabilità amministrative. Approvato all’unanimità. Mentre i debiti fuori bilancio passano a maggioranza.
Giuseppe Ferlicca
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