Roma – Il Coronavirus e il lockdown hanno colpito profondamente anche la salute mentale. Da marzo ad agosto in Italia sono stati 71 i suicidi e 46 i tentati suicidi.
L’anno scorso, nello stesso periodo, le persone che si sono tolte la vita per ragioni economiche sono state 44 e i tentativi 42.
Gli psichiatri lanciano l’allarme: parte della responsabilità dell’incremento del numero dei casi è dovuto al Coronavirus. L’isolamento sociale durante il lockdown, il distanziamento sociale ancora necessario, la crisi economia e lo stigma sociale per chi è stato contagiato hanno contribuito all’aumento complessivo dei suicidi.
“Anche se – spiega Maurizio Pompili, ordinario di psichiatria all’Università La Sapienza di Roma – ci troviamo di fronte a un fenomeno più conosciuto rispetto a quello che era a febbraio o marzo, è ovvio che ad emergere è una grande quota di miseria umana, di sofferenza, di dolore mentale che può andare a collocarsi su soggetti vulnerabili: persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a vedere un futuro, che hanno un disturbo mentale”.
A confermare la tendenza c’è anche il dato fornito da Telefono Amico d’Italia: nel primo semestre del 2020 sono state quasi 2mila le chiamate di chi ha chiesto aiuto per se stesso o per un proprio caro.
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