Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A poche ore dalle mie semplici righe di protesta e dopo i già descritti mesi di silenzio, improvvisamente, escono fuori le chiamate alla frequenza per i nidi convenzionati. Gli utenti vengono avvisati che a partire dal 7 settembre potranno riprendere i propri posti presso i privati.
Erroneamente, una delle mamme del nido Comunale di Viterbo, riceve la stessa comunicazione e comunica con gioia alle altre il lieto evento. Ma è solo un’illusione, per i nostri figli che frequentavano il nido comunale non vale, loro non possono tornare nel loro posto e dalle loro maestre.
Loro, a detta degli uffici, possono inserirsi e frequentare uno dei nidi convenzionati (che non conosciamo e possiamo scegliere avendo ben 48 ore di tempo) per un mesetto e poi tornare al comunale! Una trovata eccezionale, un progetto educativo sensazionale studiato in questi sei mesi dai Servizi Sociali!
A quanto pare la struttura non può rispettare le norme anti Covid della Regione Lazio, così dice la mail che ci è arrivata…io e le altre mamme stiamo leggendo le linee guida da 5 ore e non riusciamo a trovare cosa ci sia di così irrealizzabile nel nostro nido Comunale! Domani chiederemo conto di questo.
Oltre a sentirci presi in giro, non tutelati, non rispettati ora siamo anche discriminati per non meglio specificate motivazioni!
Per non parlare poi del fatto che durante l’estate i nostri figli hanno frequentato “centri estivi” che ora ci compaiono tra i convenzionati che hanno la metà degli spazi esterni ed interni rispetto al nostro nido.
Genitori scemi con figli pacchi postali! Nidi di serie A e di serie B. Bambini fortunati e meno fortunati che non possono proseguire il percorso dove lo hanno lasciato. E ammesso che i tempi siano circa 30 giorni, come nelle ricette a occhio, non è semplice ambientare i piccoli per due volte nel giro di pochi mesi visto anche tutto quello che abbiamo vissuto. Sono sempre più persuasa che in quel settore non ci siano persone che trattano i bambino da vicino ne tantomeno persone alle quali i bambini interessino realmente.
Sarà, forse, che con questa mossa non riescano finalmente nel malcelato intento di chiudere la storica sede OMNI? Che chi si deve occupare della cosa pubblica tende invece a liberarsene? Si, perché una cosa è certa: a loro pesa un gran tanto pagare e mantenere in vita quel servizio…con i nostri soldi!
Chissa, chi vivrà vedrà!
Maria Enrichetta Bernini
– “Riapertura asili nido, il comune ha raggiunto livelli di nullafacenza incredibili”
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