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Economia - Per la prima volta la variazione rispetto all'anno scorso è positiva con 444 immatricolazioni in 31 giorni - Michele Crisci (Unrae): "Primi segni di arresto dell'emorragia dopo mesi di recessione"

Il mercato dell’auto nella Tuscia rialza la testa, ad agosto +30% rispetto al 2019

di Samuele Sansonetti
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Un concessionario auto

Un concessionario auto

Viterbo – Anche per il mercato dell’auto sono stati giorni difficili.

Il lockdown ha quasi azzerato le vendite di marzo e aprile mentre a maggio e giugno la ripresa è stata graduale, ma nella maggior parte dei casi molto al di sotto dello standard.

L’esempio della Tuscia è eloquente: -44% di vendite rispetto ai primi sei mesi del 2019 con quasi 500mila immatricolazioni perse in tutta la provincia.

Dopo un luglio in rialzo, ad agosto nel viterbese le cose sono andate decisamente meglio, con un incremento per la prima volta positivo: 444 immatricolazioni rispetto alle 342 dell’anno passato e un +29,82% che fa ben sperare gli operatori del settore.

Tra le marche più scelte dagli oltre 400 viterbesi usciti dal concessionario con un’auto nuova ci sono Fiat (78), Renault (42), Peugeot (37), Volkswagen (27) e Dacia (27). I numeri provengono dal centro di elaborazione dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Analizzando i dati delle immatricolazioni del mese di agosto si riscontrano i primi segni di arresto dell’emorragia dopo mesi di recessione – commenta Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere –. I ritmi del rinnovo del parco circolante restano, però, ancora bassissimi, e per raggiungere un livello di mercato normale sarà più che mai necessario proseguire nel solco tracciato nelle ultime settimane con l’erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni.

Il mercato ha reagito positivamente grazie ai recenti innesti normativi che hanno accompagnato molti consumatori alla sostituzione della propria vettura. Questo, nonostante il cambio repentino delle norme in vigore e oltre 15 giorni di inoperatività della piattaforma di Invitalia per i nuovi incentivi abbiano creato inevitabili disagi alla clientela e agli operatori del settore. In particolare, questi ultimi sono stati infatti costretti a lavorare nell’incertezza più totale rispetto alla capienza e al residuo dei fondi e, quindi, a post-processare tutta la produzione della seconda metà di agosto”.

Samuele Sansonetti


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8 settembre, 2020

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