Catania – Avrebbero prima cercato di bruciarlo, poi mentre il cane tentava disperatamente di mettersi in salvo in un ruscello, avrebbero iniziato a colpirlo con delle pietre. Fino ad ucciderlo.
Orrore a Paternò, in provincia di Catania, dove da giorni si sta cercando di dare un volto e un nome ai responsabili di questa barbarie. L’episodio è avvenuto lo scorso 31 agosto.
I responsabili sarebbero tre uomini – due adulti e un ragazzo – che avrebbero cosparso il cane randagio di gasolio e poi lo avrebbero lapidato: a metterli in fuga un gruppo di giovani che hanno chiamato i soccorsi per il povero animale. Trasferito in pronto soccorso veterinario, non ce l’ha fatta: è morto poco dopo.
“Quel cane era ustionato, aveva la mascella spaccata e un buco in testa” ha raccontato Massimo Anicito, presidente del gruppo animalista “Cani randagi”, intervenuto sul posto tentando inutilmente di soccorrere l’animale. I vigili urbani hanno raccolto testimonianze e immagini delle telecamere per dare un nome ai delinquenti. Sui social si è concentrata l’indignazione della gente per un gesto tanto sadico quanto gratuito.
“Nelle campagne di Paternò un cane è stato barbaramente ucciso – ha scritto su Facebook il sindaco Nino Naso – La polizia municipale farà l’impossibile per individuare i responsabili di un gesto vile e vigliacco come questo. Come sindaco sono molto amareggiato per ciò che è accaduto e condanno fortemente ciò che è successo. Questo vuol dire che vi sono ancora persone, nel 2020, capaci di gesti di estrema crudeltà. Non ci fermeremo. Indagheremo come comune finché i responsabili non saranno assicurati alla giustizia”.
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