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Torino - La donna è sprofondata in un profondo stato di ansia, depressione e insonnia

Perseguitava la sua dipendente, arrestato amministratore delegato per stalking aziendale

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Polizia

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Torino – La sua vita si era trasformata in un inferno. Era da più di un anno che l’amministratore delegato dell’azienda per cui lavora la perseguitava, ma alla fine per lo stalker sono scattate le manette.

L’indagine della polizia è iniziata nell’ottobre dello scorso anno, quando la dipendente dell’azienda si è presentata al centro anti violenza per porre fine a mesi di persecuzioni e umiliazioni messe in atto quotidianamente dal datore di lavoro. Un vero e proprio inferno quello vissuto dalla donna, che per giorni è rimasta costretta a casa per una sindrome depressiva da stress in ambito lavorativo.  

Già dai primi mesi della sua assunzione, la vittima era stata costantemente controllata dall’uomo attraverso chiamate e messaggi sul telefonino aziendale, anche di sera e durante il fine settimana. In più occasioni, poi, l’amministratore delegato le aveva anche inviato delle mail accusandola di mancanza di disponibilità e di comportamenti poco “fedeli”.

Il 56enne aveva addirittura incaricato una persona dello staff di controllare l’operato e gli spostamenti della dipendente. A volte era l’amministratore stesso a cronometrarne le pause pranzo, attendendola nel suo ufficio. In più occasioni l’amministratore delegato aveva cercato di intralciare il lavoro della donna, in modo poi da poterla screditare agli occhi degli altri dipendenti. Ultimamente le aveva anche assegnato una nuova posizione lavorativa che, di fatto, costituiva per la donna un forte demansionamento.

Le vessazioni erano arrivate anche a riguardare questioni futili come il tenere aperta o chiusa la porta dell’ufficio. Mesi di soprusi e di forti pressioni psicologiche, che avevano fatto sprofondare la donna in uno forte e perdurante stato d’ansia, attacchi di panico e insonnia notturna. Problemi importanti che hanno costretto la donna a casa per un periodo di tempo, durante il quale il datore le aveva inviato una lettera di licenziamento per giusta causa.

Il licenziamento è stato immediatamente revocato dall’altro socio dell’azienda, ma il 56enne ha accolto la donna al rientro dal lavoro facendole trovare l’ufficio senza il computer e la porta senza maniglia. Proprio in quella circostanza la vittima ha accusato un malore, ed è stato chiamato il 118. Non soddisfatto, l’uomo ha anche tentato di intralciare i paramedici durante la fase dell’assistenza, un comportamento che ha reso necessario l’intervento di una pattuglia.

L’uomo si trova adesso agli arresti domiciliari per stalking e violenza privata.


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19 settembre, 2020

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