Roma – Scuola, 5,6 milioni di studenti tornano in classe.
Zaini, grembiulini per i più piccoli e mascherina. Si torna in classe oggi, dopo il lungo stop imposto dal lockdown per il Coronavirus. Maestre e insegnanti rivedranno i loro studenti in classe. Ma non in tutte le regioni d’Italia. Qualche campanella tarderà a suonare.
Oggi, secondo i dati forniti dal ministero dell’Istruzione, sono oltre 5,6 milioni gli alunni che riprendono le lezioni in classe in 12 regioni e nella provincia di Trento.
Complessivamente, considerando le aperture differenziate regione per regione, sono 8,3 milioni gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7milioni 507mila 484 negli istituti statali e circa 860mila delle paritarie.
“Quest’anno – si legge sul sito del ministero dell’Istruzione – le studentesse e gli studenti delle scuole statali saranno distribuiti in 369mila 048 classi. Di questi, 876mila 232 sono iscritti alla scuola dell’infanzia, 2milioni 384mila 026 alla primaria, un milione 612mila 116 alla secondaria di primo grado, 2milioni 635mila 110 alla secondaria di secondo grado”.
Sempre secondo il ministero dell’Istruzione “si registra un leggero calo degli alunni: lo scorso anno erano 7milioni 599mila 259. Sempre nella scuola statale, studentesse e studenti con disabilità aumentano dai 259mila 757 di un anno fa ai 268mila 671 di quest’anno. Di questi, 19mila 907 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 100mila 434 la Primaria, 70mila 431 la secondaria di primo grado, 77mila 899 la secondaria di secondo grado”.
Secondo Repubblica però i numeri sarebbero un po’ diversi. Il quotidiano specifica che “sono dodici le regioni che questa mattina partono, contro le sette che hanno posticipato al 16 (Friuli), al 22 (Sardegna), al 24 (il resto del Sud eccetto la Sicilia). Ma anche nei territori che iniziano nella data canonica, ci sono defezioni”.
E ancora. “In Sicilia – scrive Repubblica – aprono solo le superiori e neppure tutte…Nel Lazio, come ha raccontato a Repubblica l’assessore alla Scuola Claudio Di Berardino, il 30 per cento degli istituti non è pronto: posticipa. E poi la Liguria: si rimanda in tutta la città di La Spezia, dove i contagi sono in ascesa, nella vicina Lerici e in diverse località di Levante e di Ponente”.
Repubblica aggiunge che “al numero comunicato dal ministero bisogna togliere almeno 700 mila ragazzi: quasi mezzo milione in Sicilia, 200 mila nel Lazio e altri 40 mila in Liguria. A questi numeri vanno aggiunti, poi, gli alunni di Val D’Aosta e della Provincia di Trento, non contemplati nelle tabelle del Mi perché perlopiù iscritti a scuole paritarie e regionali. Anche gli 860 mila dichiarati dagli uffici ministeriali per gli istituti paritari, in linea con i numeri dell’anno scorso, potrebbero essere, nella realtà, inferiori, e non di poco, viste le dichiarazioni di chiusure ‘causa crisi’ avanzate dalle associazioni cattoliche in questi mesi”.
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