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Il giornale di mezzanotte - Economia - Dalla Asl parere favorevole allo stabilimento di un giovane imprenditore agricolo in località Buongiorno

Uova in guscio, okay al centro di imballaggio di Tuscania

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Uova

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Tuscania – Via libera della Asl al centro di imballaggio di uova in guscio di Tuscania. 

L’okay riguarda uno stabilimento in località Buongiorno, facente capo a Patrizio Nicolai, 32 anni, imprenditore nel settore zootecnico, da sempre in prima linea nell’azienda di famiglia, impegnato nella tutela del territorio e attivo nella Coldiretti.

Con la determina pubblicata il primo settembre sul portale della Asl  lo stabilimento viene riconosciuto in via definitiva idoneo quale centro di imballaggio delle uova in guscio.  

L’istanza per il riconoscimento dell’idoneità è stata presentata lo scorso 19 febbraio. In seguito al sopralluogo dello scorso 24 agosto è arrivato il parere favorevole del “Servizio veterinario tutela igienico sanitaria degli alimenti di origine animale, dipartimento di prevenzione”. 

I centri di imballaggio sono degli stabilimenti autorizzati in cui le uova sono classificate in base alla qualità e al peso, per poi essere marchiate e imballate. Le uova arrivano al centro mediante un “raccoglitore” ovvero una figura autorizzata a raccogliere il prodotto in uno o più allevamenti e a consegnarlo a stabilimenti o industrie. Le uova vengono quindi sottoposte alla speratura, un’operazione che consente di individuare eventuali difetti presenti all’interno del guscio.

Viene poi valutata l’altezza della camera d’aria interna presente nell’uovo che rappresenta un metodo utile per determinare il suo stato di freschezza. Le uova che non presentano difetti e rientrano nei vari parametri di freschezza sono classificate come uova di categoria A o “uova fresche” e potranno essere destinate al consumo umano diretto. Alle uova di questa categoria potrà inoltra essere apposta la dicitura “extra” indicante uova particolarmente fresche che non hanno una vita commerciale maggiore di 7 giorni (a partire dalla data di imballaggio).

Al contrario, le uova che non possiedono i requisiti previsti vengono declassate come uova di categoria B e possono essere cedute solamente all’industria per essere trasformate. Le uova della categoria A loro volta sono classificate in diverse categorie di peso: grandissime, grandi, medie e piccole.

Successivamente sul guscio di ogni uovo viene apposto un codice (operazione detta “stampigliatura”) che permette di poter risalire all’azienda di provenienza e conoscere il sistema di allevamento che è stato utilizzato. Le uova che saranno destinate alla vendita al dettaglio vengono confezionate utilizzando imballaggi costituiti di cartone o plastica di dimensioni variabili. L’etichetta presente sulla confezione deve contenere per legge delle precise informazioni: data di vendita raccomandata; data di imballaggio delle uova; data di deposizione delle uova; tipo di alimentazione della galline ovaiole.

Nei centri di imballaggio le uova sono mantenute in spazi prestabiliti, separatamente in base al sistema di allevamento, in contenitori recanti le rispettive diciture. Anche i centri di imballaggio autorizzati sono caratterizzati da un codice al fine di agevolare l’identificazione delle partite.


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3 settembre, 2020

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