Nizza – “Quello che abbiamo visto nelle immagini è nostro figlio”. E’ la famiglia del 21enne tunisino Brahim Aoussaoui a confermare l’identità del presunto killer di Nizza, che giovedì mattina, vicino alla cattedrale di Notre-Dame, ha ucciso tre persone, decapitandone due.
Il 21enne, sbarcato a Lampedusa a settembre e poi identificato a Bari lo scorso 9 ottobre, poco prima dell’attentato, avrebbe detto al fratello, che vive in Tunisia, di “voler passare la notte davanti alla basilica” e gli avrebbe anche mandato una foto della chiesa. A raccontarlo lo stesso fratello Al Arabiya, come riferisce l’Ansa.
Brahim Aoussaoui, trasferito in ospedale dopo l’attacco perché ferito, è in arresto: solo di recente si era messo in contatto con la famiglia. “Mi telefonò non appena arrivato in Francia”, ha detto la madre.
La procura antiterrorismo ha immediatamente aperto un’indagine per “omicidi e tentati omicidi in connessione con un’impresa terroristica” e “associazione terroristica criminale”. La Tunisia ha fermamente condannato l’attacco terroristico e la procura antiterrorismo della capitale ha aperto un’indagine per fare chiarezza sui contatti e la vita di Aoussaoui in Tunisia. Alcuni familiari sarebbero già stati sentiti dagli inquirenti.
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