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Banda delle slot-machine, assolti cinque presunti “professionisti” del furto con scasso

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Operazione Gipsy, la banda dei furti all'opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all’opera

Daniel Apalanei

Daniel Apalanei

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Operazione Gipsy, il materiale sequestrato

Operazione Gipsy, il materiale sequestrato

Civita Castellana – (sil.co.) – Banda delle slot machine, tutti assolti i cinque imputati finiti a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti.

Il pubblico ministero ha chiesto che venissero condannati a quattro anni e mezzo di reclusone ciascuno e a mille euro di multa.

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli, in sostituzione anche dei colleghi, ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati: Daniel Apalanei, Adrian Ioan Trif, Andrei Ioan Barbu, Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan.

Si tratta dei cinque presunti professionisti dello scasso arrestati nel 2011 nell’operazione Gipsy. Daniel Ovidiu Apalanei sarebbe stato, secondo l’accusa, il basista di Civita Castellana.

Per gli amici “Dani”, “Orecchiato”, “Pogan”, “Gabita” e “Mustafà”, all’epoca avevano un’età compresa tra i 20 e i 26 anni.

Furono arrestati di venerdì santo, il 22 aprile di nove anni fa, al ritorno da un colpo a Montecatini, quando trovarono gli investigatori ad aspettarli in albergo per eseguire il provvedimento di fermo del pm Paola Conti, poi confermato dal tribunale di Pistoia.

Un’operazione congiunta in cui furono impegnati carabinieri e guardia di finanza. 

Obiettivi erano parcometri e video poker di esercizi pubblici, ma anche distributori e sale scommesse, senza disdegnare le case. Oltre a contanti per alcune migliaia di euro, furono sequestrati anche un’autovettura, nove telefoni cellulari, un coltello e attrezzatura da scasso.

Lampo le indagini. Il caso fu risolto in appena due mesi dalla notte tra il 20 e il 21 febbraio 2011, quando misero a segno due colpi, al distributore Enerpetroli e alla sala scommesse “Game Generation” di Civita Castellana.

Inquadrati dalla videosorveglianza, al centro scommesse uno è rimasto fuori a fare da palo, mentre gli altri quattro sono entrati forzando la serranda, hanno divelto e trascinato all’esterno le slot, spaccato il tavolo da poker, portato via la macchina cambiasoldi, per danni complessivi superiori ai ventimila euro. 

A quel doppio colpo a Civita Castellana, ne sarebbero seguiti altri nelle province toscane di Lucca e Prato e anche a Milano. E non si esclude che possano aver agito anche all’estero, in particolare in Olanda, Belgio e Germania.

Si sarebbero spostati con frequenza, viaggiando sui treni per evitare il controllo dei posti di blocco. Avrebbero cambiato spesso alloggio tra campi nomadi, case di parenti e amici, ma anche strutture alberghiere. Inoltre, per non essere rintracciati avrebbero usato  delle ricetrasmittenti al posto dei cellulari.

L’accusa ha chiesto quattro anni e mezzo ciascuno, il collegio li ha assolti dai vari capi d’imputazione perché il fatto non sussiste e per non avere commesso il fatto. 


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