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Tribunale - Civita Castellana - Parla una delle vittime, titolare di una sala scommesse - Banditi traditi dalla videosorveglianza del locale

“I ladri delle slot machine mi sono costati oltre ventimila euro”

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Daniel Apalanei

Daniel Apalanei

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Operazione Gipsy, la banda dei furti all'opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all’opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all'opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all’opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all'opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all’opera

Civita Castellana – (sil.co.) – “Tra contanti e danni, i ladri delle slot machine mi sono costati oltre ventimila euro”.

Al processo alla banda delle slot machine parla una delle vittime, il titolare di una sala scommesse di Civita Castellana al quale uno dei colpi messi a segno dai banditi è costato oltre 20mila euro.

E’ ripreso così, ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, il processo ai cinque ladri professionisti, arrestati sette anni fa, nel 2011, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato nell’operazione Gipsy.

In manette finirono Andrei Ioan Barbu, Adrian Ioan Trif, Gabriel Ioan Sandru, Petru Gratian Bodgan e Daniel Ovidiu Apalanei, il basista di Civita Castellana.

Furono arrestati di venerdì santo, al ritorno da un colpo a Montecatini, quando trovarono gli investigatori ad aspettarli in albergo per eseguire il provvedimento di fermo del pm Paola Conti, poi confermato dal tribunale di Pistoia.

Per gli amici “Dani”, “Orecchiato”, “Pogan”, “Gabita” e “Mustafà”, all’epoca avevano un’età compresa tra i 20 e i 26 anni.

Obiettivi erano parcometri e video poker di esercizi pubblici, ma anche distributori e sale scommesse, senza disdegnare le case.

La notte tra il 20 e il 21 febbraio misero a segno due colpi, al distributore Enerpetroli e alla sala scommesse “Game Generation” di Civita Castellana, traditi dalle telecamere che li hanno ripresi a volto scoperto. 

“Sono entrati di notte, sotto gli occhi delle telecamere della videsorveglianza, che sono sia fuori, sia dentro, in ogni locale – ha raccontato al giudice il gestore, che ha fatto scattare l’allarme la mattina successiva  – sono arrivati in cinque e uno è rimasto fuori a fare da palo”.

“Gli altri quattro sono entrati – ha proseguito il teste – hanno forzato la serranda, divelto e trascinato all’esterno le slot, spaccato il tavolo da poker, portato via la macchina cambiasoldi, inquadrati dalle telecamere che erano presenti in ogni ambiente. E siccome erano a volto scoperto, sono riconoscibilissimi”.

Ingentissimi i danni, il cui ammontare complessivo è stato chiesto al teste dalla stessa pm Conti, titolare dell’inchiesta.

“Oltre ventimila euro, calcolando anche i danni – ha spiegato il gestore – circa 6500 euro in contanti della cambiasoldi, la macchinetta che da sola costa sui cinquemila euro più tutto il resto. Non avrò mai un risarcimento, ma spero che vengano almeno condannati”.

Per sveltire i tempi, la pm Conti ha chiesto l’acquisizione delle denunce delle vittime, le cui testimonianze, a distanza i sette anni, languono. Ma le difese si sono opposte, per cui il collegio ha disposto la citazione di tutte le parti offese per l’udienza del prossimo 8 maggio. 

A quel doppio colpo a Civita Castellana, ne sarebbero seguiti altri nelle province toscane di Lucca e Prato e anche a Milano.

Ognuno avrebbe avuto il suo compito, cercando tra loro di parlare in codice, come quando Apalanei, il presunto basista, chiede a uno degli altri chi porta la sera e l’altro gli risponde che viene “con tutta la truppa dei fratelli”.


Articoli: Ladri di slot, in cinque a processo – Operazione Gipsy, confermati gli arresti – Parcometri e videopoker nel mirino della banda

6 dicembre, 2018

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