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Civita Castellana - Indagine "Gipsy" - Associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato - Il riepilogo degli investigatori in aula

Ladri di slot, in cinque a processo

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Daniel Apalanei

Daniel Apalanei

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Gli arrestati Sandru Gabriel Ioan e Petru Gratian Bogdan

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Gli arrestati Adrian Ioan Trif e Andrei Ioan Barbu

Operazione Gipsy, la banda dei furti all'opera

Operazione Gipsy, la banda dei furti all’opera

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Civita Castellana – Dicevano che andavano a lavorare in Toscana, in Lombardia, all’estero. Ma il loro lavoro erano i furti. Specializzazione: parcometri e videopoker (fotocronaca – slide).

Carabinieri e finanzieri scoprono nel 2011 la banda dei cinque ventenni dell’operazione Gipsy. Gli arresti, quattro anni fa, scattano per associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato. 

Ieri, gli investigatori hanno riepilogato le indagini in aula, al processo per i cinque arrestati. Per gli amici “Dani”, “Orecchiato”, “Pogan”, “Gabita” e “Mustafà”. In realtà si chiamano Andrei Ioan Barbu, Adrian Ioan Trif, Gabriel Ioan Sandru, Petru Gratian Bodgan e Daniel Ovidiu Apalanei. L’ultimo sarebbe stato il basista di Civita Castellana.

“Abitava lì – spiega un maresciallo della finanza, ascoltato in aula -. Intercettato al telefono, Apalanei spiegava agli altri come raggiungere Civita, poche ore prima dei due furti alla sala scommesse e al distributore di benzina Enerpetroli”. Furono perpetrati la notte tra il 20 e il 21 febbraio 2011. 

A quel doppio colpo a Civita, ne sarebbero seguiti altri nelle province toscane di Lucca e Prato. Il finanziere parla di “indagini articolate per ricostruire tutti gli obiettivi della banda”. Tra questi, Milano e i suoi distributori di slot. Sogno presto abbandonato perché la zona era troppo controllata dalle forze dell’ordine. Al telefono, i cinque ventenni romeni avrebbero parlato di come organizzare il lavoro per poi spartirsi i soldi.

“Ognuno aveva il suo compito – racconta il maresciallo della finanza -. Un’organizzazione rudimentale: cercavano di parlare in codice, ma dal tenore delle conversazioni si capiva perfettamente che parlavano di furti. Come nel caso di Apalanei, che chiede a uno degli altri chi porta la sera, e l’altro gli risponde che viene ‘con tutta la truppa dei fratelli’. I colpi, comunque, erano sempre ben pianificati, con una precisa spartizione dei ruoli tra chi eseguiva, chi faceva da palo, chi controllava preventivamente gli obiettivi con appositi sopralluoghi”. 

L’indagine “Gipsy” è una costola del precedente fascicolo “Gullit”, seguito sempre congiuntamente da carabinieri e finanza. Apalanei & Co. furono arrestati il venerdì santo di quattro anni fa: al ritorno da un colpo a Montecatini, trovarono gli investigatori ad aspettarli in albergo per eseguire il provvedimento di fermo del pm Paola Conti, poi confermato dal tribunale di Pistoia.

Il processo continua a dicembre.


Articoli: Operazione Gipsy, confermati gli arresti – Parcometri e videopoker nel mirino della banda

9 aprile, 2015

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