Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ha poco da inalberarsi, il presidente della quarta commissione. Una commissione che, sarà bene che chi legge ne abbia contezza, dovrebbe occuparsi di cultura, sport e sociale e che dunque in una città come la nostra dovrebbe praticamente essere convocata in sessione permanente, ma che alla prova dei fatti si è riunita un pugno di volte e che soprattutto, a mia memoria, non è mai stata in grado di produrre ad oggi un atto significativo.
Per arrivare all’oggetto del contendere: il presidente dice di aver recepito il mio sollecito di gennaio, poi è arrivato il Covid-19 a fermare le macchine.
Premesso che le commissioni, passato il primo momento di aggiustamento, si sono tutte regolarmente riunite in modalità remota anche nel picco dell’epidemia, ricordo all’evidentemente distratto presidente che la mia mozione fu depositata nell’agosto 2018.
Quale scusa vogliamo inventarci per l’anno e cinque mesi trascorsi dal protocollo della mozione al mio sollecito dello scorso gennaio? La Sars? Le cavallette? La pioggia di rane?
E ancora: la mozione si proponeva di mettere il teatro in grado di ricevere fondi Fus entro il 2020, data di scadenza della presentazione triennale della richiesta. Se si avesse la buona abitudine di leggere le mozioni che arrivano sul tavolo della presidenza, si arriverebbe da soli a concludere che discuterne in ottobre 2020 non ha più un atomo di senso.
La consigliera Cepparotti dice che per regolamento la mozione decade? Ha ragione. Ma non serve il regolamento: è bella è decaduta da sola! E nemmeno intendo ripresentarla, avendo perduto ormai da tempo l’illusione che avevo quando la presentai, ossia che questa amministrazione fosse anche minimamente interessata a discutere e a confrontarsi su visione, programmazione, futuro.
Dato ormai per inteso che la gemma della corona di questa maggioranza consiste nel riuscire faticosamente ma senza evidente unanime successo a gestire l’ordinaria amministrazione, mi guardo bene dal riproporre la discussione di un atto del genere.
La commissione può dunque tranquillamente continuare a occuparsi con la consueta sporadicità di altri, più preziosi, provvedimenti, come la recente istituzione del prezzo di un biglietto unico per una rete museale cittadina non pervenuta e per la fruizione di spazi espositivi fatiscenti se non tuttora inesistenti.
Alfonso Antoniozzi
Consigliere comunale gruppo Viterbo 2020
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