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Salute - Lettera di Egidio Gubbiotto (Confael Sanità) alla direttrice generale dell'azienda sanitaria di Viterbo: "Neuropsichiatria infantile ferma da mesi"

“Dottoressa Donetti, i bambini fragili non possono aspettare le comodità della Asl…”

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Egidio Gubbiotto

Egidio Gubbiotto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Egidio Gubbiotto, segretario nazionale Confael Sanità, alla direttrice generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti. Tra i destinatari della lettera compare anche la procura della repubblica –

Illustrissima dottoressa Donetti, direttore generale della Asl di Viterbo, 

che, a nostro parere, la sanità viterbese sia vicina a un “cumulo di macerie” non ci lascia più dubbi, ma che la malasanità comprometta la tutela della salute di utenti in età pediatrica, ci conduce nel totale sconforto.

Bambini autistici, con sindrome di down e tutto ciò che è inerente la neuropsichiatria infantile, ferma da ormai circa sette mesi, non può passare inosservata.

Nel manifestare la nostra indignazione su questo grave disservizio, che sta danneggiando i bambini più fragili e le loro famiglie, causando un’arretratezza dei risultati ottenuti in precedenza tramite terapie riabilitative, ci chiediamo e chiediamo quanto tempo ancora deve trascorrere per rendere tale assistenza a regime.

Controlli clinici, interventi riabilitativi neurolinguistici, neuropsicomotori ed educativi non possono aspettare le comodità della Asl.

Ma questa assurda situazione non è bastata a creare danno ai bambini e disagio alle famiglie. Infatti al danno si aggiunge la beffa, considerato che, per quanto concerne i tre giorni previsti dalla legge 104, da decenni fruiti con permessi orari, a oggi è stata imposta la fruizione giornaliera facendo riferimento a un Ccnl scaduto da due anni.

Dottoressa Donetti, questi bambini o adolescenti sono sottoposti a terapie riabilitative anche due volte alla settimana. Mi domando e le domando: se un padre o una madre devono portare i loro figli a fare terapia due volte alla settimana, quindi otto volte al mese, se fruiscono dei tre permessi giornalieri, quindi tre volte, le altre cinque volte chi li accompagna? Lei? Lo sa, dottoressa Donetti, che i costi dei permessi inerenti la legge 104 gravano sull’Inps e non sulla Asl?

Nel chiedere di provvedere a una maggiore attenzione e tutela verso le persone più deboli e fragili, salvaguardando anche le loro famiglie, sollecitiamo una rapida soluzione del disservizio e una revisione della concessione dei permessi affinché siano orari e non giornalieri.

Distinti saluti,

Egidio Gubbiotto
Segretario nazionale Confael Sanità


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4 ottobre, 2020

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