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Milano - Il segretario nazionale Fabi, Giuseppe Milazzo: "Siamo soddisfatti, abbiamo creato le migliori condizioni per gestire l'integrazione del gruppo"

Intesa – Ubi, firmato l’accordo per 2500 assunzioni e 5mila uscite volontarie

di Silvio Cappelli
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Viterbo - L'assemblea dei bancari - Giuseppe Milazzo

Giuseppe Milazzo

Milano – Firmato ieri notte, 30 settembre alle 00,25, l’accordo tra le organizzazioni sindacali di categoria e il gruppo Intesa Sanpaolo. Si tratta del protocollo per l’avvio dell’integrazione del gruppo Ubi nel gruppo Intesa.

L’accordo prevede 5mila uscite volontarie e 2.500 assunzioni. Le uscite saranno scaglionate dal 2021 al 2023, mentre le assunzioni saranno effettuate entro il 2023.

Le assunzioni, nel dettaglio, saranno realizzate entro il 31 dicembre 2023 con attenzione mal supporto alla rete chiesta dal sindacato e alle zone svantaggiate del paese, alla stabilizzazione dei tempi determinati in servizio alla data di firma dell’accordo e ai lavoratori collocati nella Sezione emergenziale del fondo di solidarietà di settore.

Per quanto riguarda le uscite, che saranno gestiten con pensionamenti e prepensionamenti solo su base volontaria, è prevista una dettagliata tabella di marcia che tiene conto della maturazione dei requisiti pensionistici in relazione al quale andrà presentata la domanda entro precisi termini. L’accordo consente anche l’utilizzo delle norme relative a “Opzione donna” e “Quota 100”.

Siamo soddisfatti, abbiamo creato le migliori condizioni per gestire l’integrazione del gruppo Ubi in Intesa – dichiara il segretario nazionale Fabi e coordinatore del gruppo Intesa, Giuseppe Milazzo –. Non ci sono ricadute sociali ne sulle condizioni di lavoro di alcun genere ma abbiamo gettato le basi per lo sviluppo professionale ed economico del lavoratori di tutto il nuovo gruppo. Infine, abbiamo prestato la massima attenzione verso i lavoratori Ubi che saranno ceduti a Bper, anche loro, se lo vorranno, potranno accedere al piano delle uscite. Nell’ambito delle assunzioni abbiamo impegnato la banca a valorizzare la rete, oggi particolarmente sotto pressione, e verso le zone svantaggiate del Paese nonché verso il colleghi del settore che hanno perso il posto di lavoro ed ora si trovano nel Fondo emergenziale”.

Questo è accordo è il primo importante passo del nuovo gruppo Intesa con un primo importante obiettivo che è l’integrazione dei 20mila dipendenti Ubi – aggiunge Paolo Citterio anche lui dirigente sindacale della Fabi –. Una fase di integrazione che vedrà altri due momenti fondamentali, il passaggio di un ramo d’azienda a Bper e l’integrazione nel gruppo Ubi, due momenti da seguire con la massima attenzione per assicurare la tutela e la migliore valorizzazione delle risorse. Con questo accordo si concede a tutti i dipendenti di Intesa e Ubi di accedere alle uscite volontarie anche per quelli che verrano ceduti a Bper”.

La Fabi, federazione autonoma bancaria italiani, è il sindacato maggiormente rappresentativo nel settore del credito.

Silvio Cappelli


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1 ottobre, 2020

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