Civitavecchia – “La centrale a carbone di Civitavecchia è il nemico del clima numero uno nel Lazio. Sia per l’inquinamento che provoca nel territorio che per l’enorme portata delle emissioni climalteranti che scatena”.
Legambiente non usa mezzi termini e inserisce Torrevaldaliga nord nel rapporto sulla decarbonizzazione in Italia.
Il dossier, pubblicato martedì 6 ottobre, punta il dito contro la corsa al gas come sostituto del carbone e prende l’esempio di Civitavecchia, assieme a quelli di La Spezia, Brindisi e Venezia, come luogo destinato alla riconversione a gas con impianti a ciclo aperto da 500 MW ciascuno.
“Torrevaldaliga va spenta e convertita in polo delle rinnovabili – prosegue Legambiente – con torri eoliche, fotovoltaico e sistemi di accumuli in grado di rispondere alle esigenze di produzione, ma anche di sicurezza e flessibilità della rete. Non nell’ennesima centrale a gas“.
Per l’associazione ambientalista l’impianto, allo stato attuale, è tra le aziende che emettono più gas serra a livello nazionale ma anche europeo.
“Secondo gli ultimi dati prevenienti da Bruxelles – conclude Legambiente – Torrevaldaliga nord è al primo posto assoluto tra gli impianti italiani per emissioni. Nel 2018 ha prodotto infatti 8,1 milioni di tonnellate di CO2: tra le 30 aziende che emettono più gas serra in Europa, 22 sono impianti termoelettrici e tra questi c’è la centrale di Torrevaldaliga nord. Oltre ad essere prima in assoluto per l’Italia, la centrale a carbone di Civitavecchia è al 14esimo posto tra le aziende con maggiori emissioni climalteranti in Europa. Nel Lazio, secondo il registro europeo delle emissioni Eprtr, su 11.409.000 di tonnellate di CO2 derivante da nove impianti di produzione energetica da fonti fossili, il 78% provengono dalla centrale Torrevaldaliga nord. L’11,2% del totale nazionale”.
Samuele Sansonetti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY