Viterbo – “La società di trasporto urbano Francigena fa meno corse rispetto al previsto. Anzi, sono meno anche rispetto alla fase precedente il lockdown del Covid. Per l’esattezza il 12 per cento in meno. E tutto questo succede perché l’azienda sta mettendo i lavoratori in ferie d’ufficio. Quindi c’è meno personale, dunque meno corse. Questo in un momento storico in cui dovrebbero invece essercene di più”. A sollevare la questione è Renato Cerocchi, coordinatore Uil trasporti Viterbo e Rsu all’interno dell’azienda Francigena. A rimetterci è invece la circolare A e B che da sola copre un bel pezzo di città.
Ed è per questo motivo che il sindacato Uil, assieme alla Faisa Cisal e all’Ugl trasporti, “ha dichiarato – spiega Cerocchi – lo stato di agitazione del personale dipendente. Senza escludere, se non riusciremo a trovare un accordo, uno sciopero di tutti i lavoratori”.
Viterbo – Renato Cerocchi della Uil trasporti
“Ad oggi – prosegue Cerocchi – con l’apertura di tutte le attività e da pochi giorni anche delle scuole, il trasporto pubblico a Viterbo è all’88% delle sue potenzialità”.
Perché si sta verificando questa cosa? “Perché mandando in ferie d’ufficio i lavoratori – risponde Cerocchi – si abbattono i costi”.
Per un lavoratore i giorni di ferie sono indicativamente 30 all’anno. Quindi giorni li sceglie il lavoratore, 15 li decide l’azienda. “Quelli scelti dall’azienda – spiega Cerocchi – vanno dal primo luglio al 15 settembre. Quindi il tempo per farlo sarebbe anche scaduto. Però l’azienda continuerebbe a mandare i lavoratori in ferie d’ufficio. Nonostante il periodo di tempo per farlo, almeno per quest’anno, è stato ormai superato. Proprio per questa ragione, e perché si tratta di una scelta unilaterale dell’azienda fatta senza consultare i sindacati, abbiamo avviato ufficialmente uno stato di agitazione sindacale che andrà avanti fino a quando non verrà raggiunto un accordo nell’interesse dei lavoratori. Se questo non avverrà siamo pronti allo sciopero”.
Viterbo – Un autobus della Francigena
“Le scriventi rappresentanze sindacali unitarie – si legge nella dichiarazione dello stato di agitazione del personale dipendente di Uil trasporti, Faisa Cisal e Ugl trasporti indirizzata all’amministratore unico e al capo ufficio Oat della Francigena – con la presente sono a significare il proprio disappunto rispetto alle modalità con cui i vertici della società operano all’interno della Francigena evitando qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali aziendali”.
“L’azienda – prosegue il documento dei sindacati – avrebbe dovuto operare nell’ambito di un corretto sistema di relazioni industriali, evitando le seguenti criticità: 1) l’emanazione di atti unilaterali riguardanti vari aspetti dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento alla definizione di turnazioni non concordate, unitamente alla tenuta da parte di alcuni preposti aziendali di atteggiamenti irrispettosi del ruolo e delle prerogative delle Rappresentanze sindacali unitarie; 2) il mancato rispetto degli accordi sindacali aziendali già siglati e ancora vigenti in Francigena”.
I sindacati chiedono infine “un incontro di conciliazione e raffreddamento”, diffidando l’azienda “dal mettere in atto qualsiasi decisione unilaterale, con particolare riferimento ai punti 1 e 2”.
Viterbo – Renato Cerocchi della Uil trasporti
Francigena ha 65 dipendenti con il contratto di autoferrotranvieri, poi ci sono un’altra ventina di dipendenti con altre forme contrattuali. Su 65 dipendenti 47 sono autisti.
“Per garantire un servizio di trasporto al 100% – prosegue Cerocchi – servono 18 mezzi al giorno. Non solo, ma la riduzione delle corse del 12% rispetto a quelle previste va a colpire soprattutto la circolare A e B che copre una zona comprendente l’università, il quartiere Barco, quelli del centro, Porta Romana, viale Raniero Capocci, via Garbini. Andrebbe poi ripreso il servizio della domenica. Prima del lockdown era previsto un turno che andava dalla mattina alla sera. Adesso questo turno non c’è più, e la domenica non c’è più niente”.
Daniele Camilli
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