Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'intervento di Rifondazione comunista: "L'impegno di medici e operatori non basta per cancellare l'incapacità di chi ci amministra"

“La seconda ondata di Covid è arrivata e la sanità pubblica è paralizzata come prima…”

Condividi la notizia:

Roberta Leoni

Roberta Leoni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È vergognoso. La seconda ondata del Covid trova la sanità della Tuscia esattamente nelle stesse condizioni di prima: la paralisi.

L’impegno encomiabile di medici e operatori sanitari non cancella il mix di opportunismo, spirito affaristico e incapacità amministrativa. Sei mesi senza far nulla.

Già nel mese di marzo Rifondazione comunista più volte ha chiesto che venissero utilizzati i centri ospedalieri pubblici di Ronciglione, Civita Castellana o Montefiascone. Nulla di fatto. Del resto il collasso della sanità pubblica era stato benedetto dalla regione Lazio del Pd di Zingaretti e applaudito dal centrodestra tutto (ad esempio, il partito della Meloni a marzo salutò con gioia l’istituzione della clinica privata Santa Teresa, a Viterbo).

E così si arriva allo scandalo del giorno: nella nuova violenta ondata di contagi, i pazienti Covid vengono ricoverati a Belcolle nel reparto di medicina. Bene, ma i pazienti di medicina che prima erano lì dove verranno collocati? In qualche altro ospedale pubblico? No: nella clinica privata Santa Teresa, che ha appena ottenuto l’accredito della Asl.

In breve: abbiamo ospedali pubblici vuoti, ma i pazienti li mandiamo nelle cliniche, che naturalmente paghiamo profumatamente. Risultato: una sanità pubblica sfibrata e ulteriormente impoverita.

Un esempio: alla faccia del tracciamento, nella Cse (casa-famiglia) di Civita Castellana la Asl decide di eseguire i tamponi solo ai pazienti, ma non agli operatori (a meno che non siano sintomatici). Assurdo, perché è inutile tracciare i pazienti se c’è il rischio che gli operatori siano positivi. Soluzione: se gli operatori vogliono farsi il test, come sarebbe auspicabile, devono rivolgersi ai privati. Di tasca loro.

Queste sono le scelte di chi ci amministra. Mandiamoli a casa.

Partito della Rifondazione comunista (Sinistra europea) – Viterbo
Roberta Leoni
Luigi Telli


Condividi la notizia:
22 ottobre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/