Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo la presente per evidenziare che sebbene un notevole tratto della Via Francigena in terra di Tuscia ed in particolare a Viterbo, costeggi molti manufatti o quel che resta delle antiche e nobili terme romane, il tutto sembra ormai destinato a perire nella incuria e peggio ancora nella cattiva gestione di quanto sopra.
In compagnia di amici in visita in loco abbiamo notato che molti pellegrini e turisti a piedi e in bici sono soliti transitare su quelle strade, pregne di storia e di malcelato fascino.
In particolare mi preme brevemente evidenziare tre elementi critici.
Il primo elemento riguarda il nuovo mastodontico piano di urbanizzazione, e mi si faccia dire anacronistico visto che i grandi magazzini sono ormai tutti in forte crisi e contrazione, che distrugge e riempie di asfalto tratti ancora visibili della antica via francigena, arrivando a ridosso dello storico e monumentale cimitero.
Il secondo elemento le terme dei viterbesi ovvero il Bagnaccio da sempre tesoro dei nostri concittadini è stato affidato in gestione (gara pubblica?) a dei privati cittadini che beffandosene dell’interesse pubblico e collettivo dapprima hanno recintato parte delle vecchie e storiche pozze poi non contenti hanno tombato la storica sorgente portandola direttamente nel proprio recinto, danneggiando forse irrimediabilmente la storica sorgente e impedendo a qualunque privato cittadino o pellegrino di approvvigionati della preziosa acqua termale magari anche solo con una piccola fontanella, come avveniva nei secoli e nei millenni scorsi.
Il terzo ma non meno importante elemento che grida dolore e sconcerto, esistono ancora ruderi ben conservati delle antiche terme romane lungo la via Francigena e uno dentro le Terme dei papi, lasciati nella più completa incuria e senza alcun manutenzione, che farà si che quello che è rimasto in piedi per migliaia di anni crollerà inesorabilmente con tutta la storia che essi rappresentano.
E’ dunque mai possibile che si debba gestire o non gestire la cosa pubblica in questa maniera? Invece di promuovere il sano turismo e quello pseudo religioso e le storiche terme romane andiamo a distruggere quello che i nostri avi ci hanno a fatica tramandato?
A voi l’ardua sentenza.
Alberto M.
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